Alla Conferenza Stampa per presentare l’82°Mostra d’arte cinematografica di Venezia, che si svolgerà al lido di Venezia dal 27 agosto al 6 settembre 2025, il direttore Alberto Barbera, presentando i film In Concorso si commuove annunciando la partecipazione fra i ventuno film in concorso di The voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania nel quale si narra la morte nella striscia di Gaza di Hind, bambina palestinese, colpita assieme alla sua famiglia per mano dell’esercito israeliano. La bambina che era sopravvissuta chiede aiuto alla Mezzaluna rossa, ma non viene risparmiata. Nel film l’audio è quello reale delle telefonate che la bimba terrorizzata fa per essere salvata. Ancora una volta il cinema illustra di quali atrocità siano capaci gli uomini con l’auspicio di indurre una riflessione che faccia sì che i diritti vengano preservati e non calpestati, anche se le notizie di queste ore non lasciano speranze per una pace rapida e duratura in Palestina. La regista tunisina si era fatta conoscere nel 2023 a Cannes con Four daughters la storia di una famiglia al femminile quando due delle sorelle la abbandonano per raggiungere l’Isis.

La paura legata alla guerra, in questo caso connessa all’uso delle armi atomiche, è protagonista anche del film di Kathryn Bigelow che torna a Venezia dopo otto anni con A House of Dynamite. Timori affini tratta il regista francese Oliver Assayas in The Wizard of the Kremlin che racconta l’ascesa al potere di Putin, interpretato da Jud Law, e basato sull’omonimo romanzo di Emmanuel Carrère.
In Orphan del regista ungherese Làszlo Nemes, Oscar nel 2016 per il migliore film straniero con Il figlio di Saul sua pellicola di esordio, Nemes ritorna in Ungheria per raccontare di un bambino, ispirato dalla vera storia del padre del regista, nel 1956 all’epoca della rivolta contro il regime sovietico.
François Ozon riporta sullo schermo Lo straniero di Camus, il delitto assurdo di Meursault, francese che vive ad Algeri che uccide un arabo, e offre l’opportunità di riflettere sul senso di questo gesto.
82°Mostra d’arte cinematografica di Venezia: battaglie personali
Di battaglie personali parlano alcuni fra gli altri film in concorso a partire da Jay Kelly che Noah Baumbach ha girato in Italia, protagonista George Clooney attore di successo in crisi.
Anche il regista cinese Cai Shangjun, Leone d’argento nel 2011, porta sullo schermo, in Il sole sorge su noi tutti, ferite, quelle del passato di una coppia di amanti, interpretati da due star cinesi, Xin Zhilei e Zhang Songwen, che si rincontrano dopo anni.
Non meno dolorose le domande che dichiara di porsi di Guillermo Del Toro parlando del suo Frankestein “È una storia emotiva per me. È una storia personale come tutte le altre. Sto ponendo una domanda sull’essere padre, sull’essere figli”.
Di violente emozioni famigliari parla anche Elisa di Leonardo Di Costanzo, il regista di Ariaferma presentato Fuori concorso nel 2021 a Venezia, torna al Lido con la storia di una giovane donna Elisa, in carcere da 10 anni per avere ucciso con brutalità la sorella.
À pied d’œuvre di Valérie Donzelli è realizzato partendo dal bestseller autobiografico di Frank Courtès dove il protagonista, interpretato da Bastien Bouillon, “ben interpreta una persona che vuole seguire i suoi sogni e salvaguardare la sua libertà” ha raccontato Alberto Barbera alla conferenza stampa di presentazione della Mostra.
In Silent Friend di Ildikò Eneyedi la regista si interroga sull’incidenza decisiva che le piante hanno sulla nostra vita e lo fa in tre episodi, ambientati in epoche diverse, e con attori originari di differenti paesi a partire da Tony Leung Chiu-wai protagonista premiato a Cannes nel 2000 per In the Mood for Love e Leone d’Oro alla carriera nel 2023 a Léa Seydoux Palma d’oro a Cannes per La vita di Adele.
Mona Fastvold, cosceneggiatrice di The Brutalist, porta a Venezia The Testament of Ann Lee, storia in musical di Ann Lee, interpretata dalla cantante statunitense Amanda Seyfried. Lee, conosciuta anche come Madre Ann, sviluppò nel XVIII secolo movimento degli Shakers che in lei videro la rivelazione della divinità in quanto femmina.
Il Nord-Est degli USA, Dublino e Parigi sono i luoghi dove si svolge Father Mother Sister Brothers di Jim Jarmusch, tre storie di rapporti famigliari, quelli fra genitori, figli adulti e fratelli, il tutto fra sorriso e malinconia. Il cast è stellare, tra gli altri: Tom Waits, Cate Blanchett, Adam Driver, Mayim Bialik, Charlotte Rampling.
Il sodalizio fra Yorgos Lanthimos e Emma Stone continua in Bugonia, una commedia fantascientifica surreale e provocatoria remake del cult sudcoreano del 2003 di Jang Joon-hwan.
Altro remake quello de il regista sudcoreano Park Chan-Wook con il thriller No other Choice che riporta in sala dopo venti anni il romanzo The Ax di Donald E. Westlake come aveva già fatto Costa-Gavras realizzando il film Cacciatore di teste.
Mark Kerr per raccontare la biografia di un lottatore di arti marziali miste interpretato da Dwayne Johnson, in The Smashing Machine il regista e sceneggiatore statunitense Benny Safdie gioca da solo e non realizza l’abituale collaborazione con il fratello Josh.
Dai film a sfondo erotico alla Giuria del festival di Cannes l’attrice e modella Shu Qi racconta in Girl, la sua prima regia, la storia di una ragazza alla ricerca della sua identità. Alla scrittura della sua opera prima la regista taiwanese ha lavorato per dieci anni.
82°Mostra d’arte cinematografica di Venezia:gli italiani in concorso
Last but not least i cinque film italiani in concorso a partire da La Grazia di Paolo Sorrentino con Toni Servillo scelto per la serata di apertura della 82° Mostra d’arte cinematografica di Venezia e rispetto al quale si sa poco o nulla.
Oltre a Elisa di Di Costanzo, del quale si è già detto, saranno in concorso al Lido: Gianfranco Rosi, già Leone d’oro nel 2013 per Sacro Gra che porta a Venezia in Sotto le nuvole una Napoli in bianco e nero filmata per tre anni con “all’orizzonte il Vesuvio cercando le tracce della Storia, lo scavo del tempo, ciò che resta della vita di ogni giorno” come ha raccontato Rosi.
Valeria Bruni Tedeschi è la protagonista di Duse il film che Pietro Marcello ha realizzato, partendo da Venezia, per narrare il ritorno in teatro della più grande attrice italiana tra la prima Guerra Mondiale e la nascita del fascismo.
E infine Franco Maresco, già Premio Speciale della Giuria di Venezia nel 2019 per La mafia non è più quella di una volta, è in concorso a Venezia con Un film fatto per Bene che sembra presentarsi come un film nel film dedicato a Carmelo Bene, a tre anni dalla sua morte, talentuoso e originale attore, regista e drammaturgo della neoavanguardia teatrale italiana.
Nicoletta del Pesco
(22 agosto2025)
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