“Sumud è una parola araba che indica la capacità di resistere, la forza di tener duro, di sopportare tutto di fronte alle avversità.
Quando gli arabi che la usano sono palestinesi è evidente a tutti che cosa significa.”
Sono state queste le parole dell’ ex docente di storia medievale presso l’università del Piemonte Orientale Alessandro Barbero riguardo la Global Sumud Flotilla; l’iniziativa pacifista che partirà in via definitiva alla volta di Gaza il 4 settembre dalle coste tunisine, dopo essersi ricongiunta con le flotte provenienti da più di 40 paesi con navi cariche di aiuti umanitari destinati alle vittime del massacro.
Le dichiarazioni di solidarietà per la Global Sumud Flotilla
“Si cercherà di rompere l’isolamento della gente che a Gaza tutti i giorni è bombardata, affamata, ammazzata. Perché il mondo assista ai crimini del governo israeliano e uso volutamente solo questa parola, io non avrei niente in contrario a usarne anche altre ma basta questa. Crimini, di un governo contro un intero popolo, contro i suoi bambini e che il mondo assista ai crimini che avvengono tutti i giorni a Gaza senza quasi reagire è una cosa di cui ci vergogniamo e di cui ci vergogneremo ancora di più in futuro, quando ci ripenseremo.”
Con queste parole lo storico conclude il suo video postato dalla pagina Instagram GlobalMovementToGaza, la quale, essendo la portavoce italiana ufficiale dell’iniziativa, raccoglie i numerosi interventi dei personaggi pubblici mobilitati a favore del movimento.
“Partirò con la Global Sumud Flotilla!” Esordisce Benedetta Scuderi, europarlamentare di Alleanza Verdi Sinistra in un video registrato fuori dall’ingresso del parlamento europeo. “Tra pochi giorni lascerò Bruxelles per raggiungere la Sicilia e, da lì, unirmi alla più grande missione civile via mare mai tentata verso Gaza. In assenza di una risposta credibile da parte delle istituzioni e dei governi, la società civile si mobilita per difendere la vita e la dignità del popolo palestinese. Questa è un’azione politica e umana: dimostra che non resteremo indifferenti di fronte a un genocidio trasmesso in diretta. Per me sostenere questa missione significa scegliere la solidarietà attiva contro il silenzio e la complicità.”
Francesca Albanese, recentemente sanzionata dal vicepresidente USA con l’accusa di antisemitismo, sostegno al terrorismo, disprezzo per l’Occidente, afferma: “La missione è pienamente conforme al diritto internazionale, ogni tentativo di fermare la flotilla in viaggio verso Gaza potrebbe costituire un’aggressione e un’infrazione al diritto di navigazione internazionale. Insieme dobbiamo aiutare a rompere l’assedio”.
Queste sono solo alcune delle decine di dichiarazioni rilasciate sui social da tantissimi utenti influenti. Un movimento digitale che è anche la risposta all’iniziativa vergognosamente beffarda promossa da Israele, che qualche settimana fa ha invitato 10 influencer a reclamizzare Gaza come meta turistica di lusso “Se fossi Israele non darei a Gaza nemmeno calzini abbinati” spiega l’Influencer statunitense Xaviaer DuRosseau, in un video dove sorride e mette in scena balletti, ripreso poi da diverse testate.
Filmati dove si vedono mercati pieni di cibo e persone in salute. Resta comunque difficile smentire queste dichiarazioni visto che la striscia rimane un luogo off limits per i giornalisti ed i membri della stampa internazionale.
La mobilitazione collettiva che preoccupa Israele
Una mobilitazione collettiva, che impressiona per i numeri raggiunti, preoccupa i vertici dello stato israeliano, che con il ministro della sicurezza Ben Gvir dichiara: “Non permetteremo alle persone che sostengono il terrorismo di vivere nell’agiatezza, affronteranno tutte le conseguenze delle loro azioni”, cioè non solo il sequestro delle imbarcazioni, ma anche la carcerazione e la reclusione nelle carceri di Ketziot e Damon.
La risposta sulle pagine della GSF non tarda ad arrivare “Con la consapevolezza di agire nel giusto e nel pieno rispetto del diritto internazionale, noi non ci lasciamo intimidire dalle dichiarazioni di uno Stato genocidiario che imprigiona da decenni con l’accusa di “terrorismo” anche bambini che lanciano sassi contro dei carri armati. Quelle di terrorismo, così come quelle di antisemitismo, non sono che accuse propagandistiche. Noi siamo pronti a ogni scenario, perché la nostra navigazione avverrà nella più totale legalità e unicamente in acque internazionali, dove nessuno Stato può rivendicare sovranità.”
Le partenze dall’Italia
A sostegno della Global Sumud Flotilla cui partecipano quasi 500 marinai in tutta la flotta con più di 40 navi, è in atto una grande mobilitazione collettiva, anche di comuni cittadini.
La sera del 31 agosto a Genova sono scese in piazza 50.000 persone per accompagnare la partenza delle imbarcazioni dirette a Gaza. “Se perdiamo il contatto per 20 minuti con le nostre barche, noi blocchiamo tutta l’Europa”, ha dichiarato uno dei lavoratori del porto di Genova durante l’evento. Sono state anche raccolte 300 tonnellate di materiale destinato ai gazawi.
Le partenze più vicine a Roma sono state quelle da Civitavecchia e Fiumicino, due navi che trasporteranno le 5 tonnellate di aiuti raccolte lungo il litorale della provincia.
Sono e saranno organizzate manifestazioni di solidarietà in tutta Italia: anche laddove non ci sono state partenze, la popolazione si è comunque organizzata in manifestazioni ed eventi per salutare il passaggio delle navi.
Lorenzo Pugliese
(3 settembre 2025)
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