In cammino con i rifugiati: il concerto di Natale di Astalli

A Sant'Andrea al Quirinale musica, danza e parole, da quarant'anni accoglienza e solidarietà che si fanno comunità

Tra le curve barocche di Sant’Andrea al Quirinale, dove il genio del Bernini incontra la spiritualità, la musica si è fatta ponte e simbolo. Si è rinnovato il 17 dicembre il tradizionale concerto di Natale del Centro Astalli, un appuntamento che trasforma l’attesa delle feste in un momento di profonda riflessione sull’accoglienza.
In una serata dove la musica sacra del XIII secolo ha dialogato con i brani di Capossela e le tradizioni mediorientali sono state inframmezzate da monologhi, letture e danze, il concerto ha testimoniato l’impegno di questo centro gesuita, che da oltre quarant’anni si dedica ad accogliere, sostenere e promuovere rifugiati e migranti.

La musica come ponte

“Anche quest’anno il concerto è stato per noi un’occasione per stare insieme attraverso la musica” ha ricordato Padre Camillo Ripamonti, da quindici anni Presidente del Centro Astalli. “Quest’anno abbiamo deciso di mettere insieme suoni, altre culture e diverse espressioni artistiche, per incontrare le diversità e mostrare come la convivenza sia possibile e necessaria”. Cercare la pace, lavorare per costruirla, anche quando intorno tutto sembra promuovere il contrario: “in un contesto in cui le armi sono diventate argomenti per ottenere la pace, noi affermiamo che la pace si costruisce senza armi, e che la violenza è una scelta mai inevitabile”.

La bellezza nella diversità

Musiche dal mondo e dal tempo, scelte per questo concerto da Padre Claudio Zonta, gesuita che, insieme a Fratel Giacomo Andreatta, Padre Andrea Bonavita, Mauro Gemelli, Jacopo Narici, Agnese Zito e alla voce di Sara Franceschini, ha eseguito un programma di brani della tradizione sacra e popolare. Dal Laudatario di Cortona del XIII secolo al Il povero di Cristo di Vinicio Capossela, dalla tradizione popolare persiana a quella libanese, dalla prima tarantella scritta a metà del ‘600 dal gesuita Kircher ad un brano scozzese dello stesso periodo, attraverso le note di flauto, chitarra, basso, violino, percussioni e tiorba, una musica senza confini ha celebrato la bellezza della diversità di ogni espressione artistica e varietà culturale. Ad arricchire l’esecuzione dei brani, la danza di Carla di Donato. 
Padre Zonta, insegnante e polistrumentista, in passato aveva già curato due progetti musicali prodotti da Astalli, il doppio CD Yayla Musiche Ospitali e Shahida Sulle tracce di libertà, con la partecipazione di cento artisti a sostegno delle attività del centro e delle donne rifugiate.
“La musica nasce dalla vita quotidiana e come un diario condiviso custodisce il sentire di tutti”, ha ricordato Padre Ripamonti. “Non abbiamo bisogno di armi ma di ponti, di accogliere e non di respingere: la convivenza è possibile e perseguibile”. E la musica, nella semplicità diretta del suo linguaggio, è capace di unire tutti in un unico sentire.

Voci di chi cerca rifugio

Il tradizionale concerto di Natale del Centro Astalli non è stato soltanto un evento musicale, ma anche un mosaico di parole scelte con cura per dare voce a chi spesso non ne ha. A chi cerca un rifugio. I brani musicali sono stati intervallati da letture di testimonianze, poesie e brani di narrativa, per ricordare che dietro ad ogni rifugiato, ad ogni viaggio e ad ogni scelta, ci sono una storia, decisioni difficili, affetti e case da lasciare, speranze e paure.
Letta a tre voci da Fiorentino Cioppa, Monica Elisei e Luisa Rolli, la testimonianza di Omar, nato in Gambia sotto una feroce dittatura e costretto a fuggire attraversando il deserto, la prigionia ed il mare. Riflettere su cosa significhi sentirsi a casa ed appartenere ad un luogo. L’emarginazione urbana di una madre, sottopagata nella cucina di un ristorante per regalare un futuro diverso alla figlia lontana, per la quale è diventata un’ombra ma che è stata la ragione del suo partire. I confini, la resilienza, il viaggio, l’ignoto, tutte tematiche care al Centro e fedeli al suo impegno.
E poi, per concludere il concerto, Sii dolce con me, la bellissima poesia di Mariangela Gualtieri, un invito garbato alla gentilezza e alla cura, a maneggiare con cura, come cristalli, ogni essere e forma vivente. Sollecitudine verso la sacralità dell’essere umano. La scelta di queste parole, prima dei brindisi e del panettone in sagrestia, ha rinnovato la dichiarazione di intenti del Centro Astalli, la serietà e l’impegno dedicati a proteggere la dignità umana, con determinazione e dolcezza.

7 euro per donare un pasto caldo

Ogni giorno più di 300 persone si mettono in fila per un pasto caldo alla mensa di Astalli, nel complesso monumentale della Chiesa del Gesù, in via degli Astalli 14a.      Il primo servizio con cui il Centro Astalli nel 1981 ha iniziato la sua attività in favore di richiedenti asilo e rifugiati, ogni giorno la mensa offre la possibilità di consumare la colazione al mattino e un pasto caldo nel primo pomeriggio a donne e uomini di ogni provenienza ed età, sempre più spesso famiglie con bambini. Con 7 euro è possibile donare un pasto caldo, il primo aiuto concreto e reale per chi vive nel bisogno.            

Natascia Kelly Accatino
(19/12/2025)

 

 

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