Roma si mobilita per Spin Time: l’assemblea pubblica per dire no allo sgombero

I giovani, gli studenti dei collettivi universitari e medi, sono arrivati per primi nel quartiere Esquilino, come ad un ritrovo tra amici, erano tanti e convinti di essere nel posto giusto. Molti si sono avvicinati, per fornire aiuto, agli attivisti di Spin Time che stavano allestendo il palco per l’Assemblea pubblica, tenutasi ieri pomeriggio, 10 gennaio, davanti allo storico palazzo Inpdap, occupato,  in via Santa Croce di Gerusalemme. Sul marciapiede di fronte, campeggiava uno striscione con la scritta “tutta Roma è qui”: un auspicio degli organizzatori che ha sottolineato il carattere cittadino dell’evento.

L’Appello di Spin Time

Per difendere gli spazi sociali e abitativi, coltivati e aumentati in più di 10 anni di occupazione, mai come in questo momento a rischio sgombero, Spin Time ha diffuso un Appello, sottoscritto anche da personalità della cultura e dello spettacolo, per chiamare a raccolta tutte le realtà sociali e politiche che hanno a cuore il modello di città solidale, di giustizia sociale e partecipazione.  La risposta di Roma all’appello lanciato da Spin Time, dicono gli attivisti, “è stata immediata: quasi 5mila persone hanno già sottoscritto l’appello e oltre 170 realtà sociali, associative e sindacali hanno dichiarato il proprio sostegno contro lo sgombero”.

L’Assemblea: momenti di canti, di riflessione e di lotta

L’Assemblea si è aperta con un momento musicale. Da Rino Gaetano a “bella Ciao”, le note dei musicisti che collaborano da anni con Spin Time hanno scaldato le numerose persone che, sfidando il freddo, nel frattempo si sono radunate sotto il palco. “In città c’è consapevolezza che l’esperienza innovativa, aperta e accogliente, che ha costruito forme di welfare comunitario e di cultura ed ha permesso alle famiglie che vivono qui di essere pienamente dei cittadini, rischia di essere declassato ad un problema di ordine pubblico” ha raccontato Andrea Alzetta, noto attivista dei movimenti per l’abitare e di Spin Time, in uno dei primi interventi dell’Assemblea  “Il Comune non ha affrontato l’emergenza casa dal punto di vista dell’ordine pubblico, ha stilato un piano, coinvolgendo movimenti e sindacati, ed ha stanziato 250 milioni di euro. Per la prima volta l’Amministrazione ha intrapreso delle politiche vere sul tema dell’abitare, mentre la Regione non ha investito alcuna risorsa e il governo ha de finanziato sia il bonus casa che il fondo per la morosità incolpevole.”  E ancora “Spin Time non è solo uno spazio sociale ma un’idea nuova di rigenerazione urbana, non legata ad un meccanismo speculativo bensì alla costruzione  di una comunità aperta, solidale ed accogliente. Il governo cittadino deve prendere atto che è un modello che andrebbe tutelato con un percorso di regolarizzazione.”
“ C’è un’idea di città e di umanità dietro questo palazzo che è proprio quella che vogliono attaccare“ dice Luca Blasi di Sinistra Italiana nel suo intervento. Assessore alla Cultura e alle politiche abitative del III Municipio, chiede al sindaco di Roma Roberto Gualtieri di prendere posizione contro gli sgomberi. “Se esiste davvero un’idea diversa di Paese, alternativa alla deriva autoritaria della destra, questa è la battaglia da combattere fino in fondo”.

Spin Time: tra rigenerazione urbana e speculazione edilizia

Ha ripercorso la storia del palazzo, il racconto di Chiara Cacciotti, ricercatrice e attivista del palazzo, “Grazie al Governo Berlusconi e al Ministro Tremonti, l’immobile viene cartolarizzato, cioè venduto ad un fondo immobiliare, Investire SGR, che gestisce il FIB, Fondo Immobili pubblici, di cui fa parte questo palazzo: in sostanza è diventata parte di un fondo immobiliare, pensato come investimento e non come spazio abitato. Questo fondo scadeva nel 2025 e la società avrebbe dovuto vendere di conseguenza i beni che ne facevano parte, ma la proprietà ha chiesto una proroga, perché al momento non è conveniente la vendita.” ha spiegato ancora Chiara, che ha anche messo in luce la contraddizione della modalità in cui opera l’amministrazione comunale. “Da una parte c’è il tentativo ammirevole di provare a risolvere il piano casa e dall’altra la legittimazione di soggetti di finanza immobiliare che usano la rigenerazione urbana come foglia di fico per aumentare i valori immobiliari di questa città.” Ha lanciato poi un appello a tutti e in particolare ai giornalisti presenti “Smettete di parlare di noi e cominciate a parlare dei fondi immobiliari di questa città.”

L’Assemblea: La voce di Maria

Sale sul palco tra le prime, Maria, una donna sudamericana, è una storica occupante del palazzo, “Parecchi anni fa mi sono trovata senza casa, senza lavoro e con un minore a carico, ho conosciuto questo movimento che mi ha accolto. Ho conosciuto tante persone all’interno e con gli anni questa è diventata la mia comunità, la mia famiglia.  Oggi questa famiglia ha paura, abbiamo passato un Natale con l’ansia di essere buttati fuori. “ poi, visibilmente commossa “Grazie per essere qui, ci sentiamo meno soli, da soli non si va da nessuna parte” .

Le voci di attivisti vecchi e nuovi

Sul palco è arrivata anche Luciana Castellina, la politica italiana, nonostante i suoi 96 anni, appare più lucida e determinata che mai a voler difendere la realtà di Spin Time. “Questo non è un posto come un altro ma è il monumento di un modo di far politica che oggi è necessario.“ ha affermato con convinzione. E’ arrivato, invece, dalle città del Nord, per testimoniare la loro vicinanza a Spin Time un attivista del Centro sociale Askatasuna di Torino, uno spazio sociale che rappresentava un punto di riferimento per il quartiere, ma che è stato sgomberato il mese scorso. “Essere qui oggi, a portare solidarietà a Spin time, vuol dire dimostrare solidarietà a tutti gli spazi di Roma che sono minacciati dal governo oggi” ha affermato l’attivista ” Se il ministro Piantedosi ed il governo vogliono eleggere i centri sociali delle città a nemico pubblico allora dobbiamo rispondere tutti insieme” ha continuato, ”Vi invitiamo tutti a Torino per costruire insieme una giornata di mobilitazione nazionale per il 31 gennaio.” Mentre il rappresentante del Social forum nazionale dell’abitare ha raccontato “Spin Time è il luogo da cui, tre anni fa,  siamo partiti e siamo andati in giro per l’Italia, abbiamo parlato con i territori e con le Amministrazioni ed è qui che torneremo, nei prossimi mesi da tutta Italia, come Social Forum nazionale dell’abitare, per rilanciare il diritto all’abitare contro questo governo.”

Spin Time  e l’equiparazione a CasaPound

Il governo, è bene ricordarlo, per bocca del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, dopo il Leoncavallo a Milano e l’Askatasuna a Torino, ha comunicato l’intenzione di voler procedere allo sgombero di Spin Time e di CasaPound, a Roma, equiparando di fatto due realtà molto diverse tra loro. ”L’equiparazione fra esperienze sociali e luoghi come CasaPound è inaccettabile e pericolosa. CasaPound va sciolta perché è un collettivo neofascista. È una delle malattie della nostra città, insieme a tutte le forze politiche che si fondano su razzismo, sessismo e discriminazione e come tale deve essere respinto dalla comunità antifascista. Spin Time esiste per dimostrare che un’altra città è possibile” hanno rimarcato tutti gli interventi dal palco.

Spin Time come presidio di socialità, cultura e giustizia sociale

Spin Time non è solo uno spazio per l’abitare; è una comunità che ospita 126 nuclei familiari, circa 400 persone di 27 nazionalità, ed è diventato negli anni un presidio di welfare dal basso, con servizi di doposcuola, assistenza sanitaria, attività culturali e sportive. Per la coordinatrice della segreteria Pd, Marta Bonafoni, “Difendere Spin Time significa difendere un’idea di città più giusta, inclusiva e solidale.”
“Spin Time è una casa che accoglie, un laboratorio politico, un luogo dove persone diverse per provenienza, credo, percorso e sensibilità, si incontrano per condividere bisogni e trasformarli in diritti. È un’esperienza che mette al centro la solidarietà concreta.” afferma invece Mattia Ferrari, sacerdote e attivista di Spin Time nonché cappellano della organizzazione non governativa Mediterranea Saving Humans. ” Sono convinto che attraverso il dialogo e la collaborazione si possano trovare soluzioni per questa realtà molto simile alla nostra, noi siamo soliti dire che Spin Time fa in terra quello che noi facciamo in mare.”

Spin Time vista dagli studenti

“Noi frequentiamo Spin Time da tanti anni, come studentesse della Sapienza, è la nostra casa” racconta Chiara, tra il pubblico con le sue amiche. “Quando abbiamo manifestato per il diritto all’abitare degli studenti e messo tende davanti alla Sapienza, Spin Time è venuta a portarci la cena. Noi, come studenti universitari, abbiamo una sede qui.

La proposta di un’Agorà pubblica permanente

“Oggi siamo tanti ed è emozionante vedervi tutti qui, ma non basta essere così tanti” dice Enrico di Spin Time, “Questo momento deve essere solo l’inizio di un percorso, oggi lanciamo la nascita di una Agorà cittadina pubblica, democratica e aperta che si propone di ripensare la vita in questa città minacciata da interessi privati, un laboratorio partecipato sulla rigenerazione urbana che produca un’idea di città capace di adottare politiche abitative strutturali, che offra servizi di prossimità e che ricrei un tessuto cittadino. Sarà una mobilitazione permanente, una catena umana composta da eventi, iniziative, dibattiti, qui dentro a Spin time, tutti i giorni e per tutto il mese.”
Una mobilitazione permanente che Spin Time intende protrarre fino al prossimo Comitato dell’Ordine e della Sicurezza, quando si deciderà quale sarà l’ordine degli sgomberi. Una vera e propria chiamata a raccolta, rivolta a tutta la città, per proteggere lo spazio dal rischio sgombero e già raccolto dai cittadini romani che hanno affollato l’evento, con grande partecipazione e non sembrano avere alcuna intenzione di lasciare soli gli attivisti di Spin Time.

testo di Nadia Luminati
foto di Alessandro Guarino
(11 gennaio 2026)

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