Raccontare una Roma diversa, più vera, più plurale. È da questa idea che nasce Ars Mundi APS, un’associazione fondata nel 2023 dall’incontro di otto donne provenienti da Paesi diversi, unite dalla volontà di trasformare le proprie storie in uno spazio di dialogo. “Siamo tutte di origine straniera”, spiega la presidente Iuliia Vdovina. “E proprio per questo sentiamo la responsabilità di costruire ponti. Vogliamo raccontare le nostre culture e mostrare che la diversità non è un problema, ma un valore per la società“. Da questa visione prende forma Cultural Library – Storie di giovani e città interculturali, un podcast composto da dieci puntate video che dà voce a dieci giovani protagonisti della Roma multiculturale. In gran parte under 35: ragazzi di seconda generazione, giovani nati in Italia da genitori stranieri o arrivati nel nostro Paese negli ultimi anni. “Volevamo raccontare storie umane, autentiche, in prima persona”, sottolinea Iuliia. “Storie che ci aiutino a immaginare e costruire il futuro insieme”.
Una città già interculturale
Secondo la presidente di Ars Mundi, Roma è oggi una delle città più interculturali d’Italia. In molti quartieri convivono quotidianamente persone di nazionalità, lingue e tradizioni diverse. “Molti giovani sono nati qui, parlano italiano, sono cresciuti nelle scuole italiane. Eppure vengono ancora percepiti come stranieri”, osserva. “Noi vogliamo raccontare un altro lato: quello dell’amicizia, della collaborazione, dell’integrazione che funziona“. Le riprese sono state realizzate anche a Torpignattara, simbolo della Roma multiculturale, dove culture differenti non solo coesistono, ma si intrecciano tra feste, tradizioni e cucine.
Le difficoltà e i temi delicati
Realizzare il progetto non è stato semplice. “La prima difficoltà è stata il tempo”, racconta Iuliia. “Abbiamo intervistato persone molto impegnate. Coordinare dieci puntate ha richiesto un grande lavoro di organizzazione”. Ma la complessità non è stata solo logistica. Il podcast affronta anche temi sensibili, come quello della cittadinanza. “Abbiamo parlato con attiviste che vivono in Italia da vent’anni e ancora non hanno la cittadinanza. Sono argomenti delicati, ma necessari. Non possiamo evitarli se vogliamo parlare davvero di integrazione”.
Perché il podcast
La scelta del formato non è casuale. “Il podcast è uno strumento potente e accessibile. Si può ascoltare ovunque: in macchina, mentre si cammina, durante una pausa. E con il video si aggiunge la forza dello sguardo, del dialogo diretto”. Un linguaggio contemporaneo, capace di coinvolgere soprattutto i giovani e di affrontare temi complessi con profondità ma in modo comprensibile.
Una storia che rompe gli schemi
Tra le testimonianze che l’hanno colpita di più, Vdovina cita quella di un giovane imprenditore senegalese arrivato a Roma nel 2019. Giovanissimo, da solo, ha aperto un food truck di cucina senegalese. “Nel suo Paese, tradizionalmente, gli uomini non cucinano. Lui ha rotto questo schema”, racconta. “Ha ottenuto fondi europei per sviluppare la sua idea e oggi la sua attività a Roma ha grande successo”. Una storia che diventa simbolo di un’integrazione capace di generare innovazione, coraggio e nuove opportunità.
Un ponte per il futuro
Il messaggio di Cultural Library è chiaro: l’integrazione non deve essere vissuta come una barriera, ma come una possibilità. “L’integrazione deve essere un ponte, non un muro. Un ponte tra culture e un ponte verso il futuro”, afferma Vdovina. Il progetto vuole offrire spazio e voce a giovani che spesso restano invisibili nel dibattito pubblico. Perché, conclude, “il futuro è multiculturale. E dobbiamo imparare a viverlo insieme, riconoscendo che la diversità è una ricchezza e che il multiculturalismo è un ponte che unisce, non un muro che divide”. Il progetto sarà presentato ufficialmente a Roma venerdì 20 febbraio 2026 alle ore 18:30 presso il Teatro Torpignattara (Via Amedeo Cencelli 68). L’ingresso è gratuito.
Durante la serata è previsto un momento di dialogo pubblico con i creatori del podcast e alcuni protagonisti delle puntate. Un’occasione per conoscere da vicino le storie raccontate e riflettere insieme sul significato dell’integrazione nella Roma di oggi.
Maryam Barak (19 Febbraio 2026)
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