San Damiano: il documentario dopo un anno di proiezioni

Il film San Damiano presentato ad aprile 2025 dai registi indipendenti Gregorio Sassoli ed Alejandro Cifuentes è una testimonianza vera, cruda ed affidabile della realtà quotidiana che vivono le persone che trascorrono la vita attorno alla stazione Termini di Roma.
È trascorso un anno dalla prima proiezione, ecco cosa pensa Gregorio Sassoli sull’accoglienza del film:
“Dopo che il film è stato ritenuto non commerciabile dai distributori tradizionali, perché troppo crudo, troppo scomodo, troppo vero per il pubblico mainstream, abbiamo deciso di autodistribuirlo chiamando le sale una ad una. E quella che sembrava una condanna si è trasformata nel più sorprendente caso cinematografico italiano del 2025.
Partiti con l’obiettivo di fare 15 proiezioni, il film ne ha fatte oltre 700 in tutta Italia, più di 17.000 spettatori, tre volte nei primi 10 al box office nazionale, sale sold-out da Roma a Milano, passando per Firenze, Bologna, Torino, fino alle isole. Un passaparola inarrestabile che ha trasformato ogni visione in evento collettivo, ogni dibattito in momento di consapevolezza civile.

Dopo essere stato in moltissimi festival a cui hanno partecipato anche alcuni attori, il film è finalmente disponibile per essere visto in streaming cliccando QUI.

Nell’ultima intervista mi dicevi che avevate contatti con Damian, come sta? Che racconta in generale ed a proposito del film?
Sì, siamo sempre in contatto. Damian è uscito dalla struttura psichiatrica in cui stava e vive libero in Austria da 6 mesi. Purtroppo non ha ancora trovato lavoro e sta faticando a trovarne uno. Al momento è supportato da noi e non sappiamo bene cosa succederà.  Il film l’ha visto l’estate scorsa e gli è piaciuto molto, dice che quello è il passato e vuole guardare avanti.

Qual è stata la soddisfazione più bella?
Per me la soddisfazione più grande è che ci sia stata la risposta di un pubblico giovane.  Poi ci sono tante altre belle cose come la presenza di alcuni dei protagonisti alle proiezioni. Aver potuto accompagnare e sostenere Alessio, uno dei protagonisti, nel suo percorso di cura che fortunatamente ha ripreso ora dopo una ricaduta di 3 mesi.  Studenti universitari che stanno scrivendo le loro tesi su San Damiano, gente che ha iniziato a fare volontariato perché ha visto il film, psichiatri che hanno portato il film come caso di studio in un convegno di psichiatria a Varese.”

Alessio è uno dei protagonisti del film, è originario di Cagliari ed ha vissuto in strada per dieci anni.
Ha accompagnato i registi in numerose presentazioni e durante quella dell’11 aprile 2025 tenuta al museo MAXXI di Roma, raccontava che: “Mi hanno cacciato dalla Germania ed ho chiesto di tornare in Sardegna o di andare a Milano, ma il giudice mi ha mandato a Roma. Li mi hanno buttato in strada ed è cominciato il calvario.
Sembrava la strada del diavolo: di giorno si era tutti amici, magari addirittura ballavamo assieme, poi la notte uscivano i mostri: tagli, ferite, faide, aumentate anche dalle dipendenze.
Nella vita ho assunto tutto e di più, ne ho abusato talmente tanto che il fisico nemmeno me lo chiede più.
Poi da quando a Villa Maraini mi hanno dato un letto ho cominciato a lasciare tutte le dipendenze.
È impossibile vivere la strada da lucido. Altrimenti come fai a dormire per terra? Ad esempio adesso non ce la farei, se invece prendessi due pastiglie e cominciassi a bere, arriverei ad un punto che, non interessandomi più di niente, ci riuscirei.
Ti sballi per non sentire la strada.

 

Lorenzo Pugliese
(7 Febbraio 2026)

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