In centinaia a Castel Sant’Angelo per la XII Giornata Internazionale dello yoga e del dialogo interculturale
ROMA – Domenica 21 giugno, i Giardini di Castel Sant’Angelo si sono trasformati in un grande spazio di incontro e integrazione. Centinaia di persone hanno partecipato alla dodicesima Giornata Internazionale dello Yoga, l’evento promosso dall’Ambasciata dell’India in Italia insieme a dodici organizzazioni locali e con il patrocinio di Roma Capitale. Un appuntamento ormai storico che unisce il tessuto sociale romano all’insegna del benessere e del dialogo interculturale. Quest’anno il focus globale si è concentrato sul tema “Yoga per un invecchiamento sano”, mettendo in evidenza la crescente importanza di questa antica disciplina nel sostenere la vitalità fisica, la lucidità mentale e la resilienza emotiva con l’avanzare dell’età.
Il valore dell’ascolto e la connessione oltre gli schermi
L’incontro, iniziato alle 17:30 nella splendida cornice del Parco della Mole Adriana, ha visto una forte partecipazione della comunità locale e internazionale. A portare i saluti della città è stata Antonella Melito, consigliera dell’Assemblea Capitolina, che ha evidenziato il valore sociale dell’iniziativa anche attraverso la sua esperienza personale di insegnante di questa disciplina. «Amministrare una comunità e praticare yoga hanno un obiettivo comune: creare connessioni e favorire l’ascolto», ha dichiarato Melito. «In un’epoca storica fatta di tensioni e di iperconnessione digitale attraverso i cellulari, ritrovarsi insieme in uno spazio condiviso per respirare e stare in ascolto rappresenta un gesto pratico, semplice e potente». La consigliera ha poi aggiunto come la pratica quotidiana la aiuti a trovare l’equilibrio necessario per amministrare una città complessa e bellissima come Roma.
Lo yoga come risorsa per l’autonomia scolastica
L’importanza del benessere psicofisico fin dalle prime fasce d’età è stata invece al centro del discorso di Silvia Costantini, consigliera diplomatica del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Costantini ha ricordato che lo yoga non è un semplice esercizio fisico, ma un percorso di rispetto verso sé e verso gli altri. Ha inoltre sottolineato la totale apertura del Ministero verso l’inserimento di queste attività nelle scuole: «Le istituzioni scolastiche, nella loro autonomia, possono scegliere le discipline motorie da far realizzare ad alunni e studenti». Un’attenzione ai giovani che si riflette anche nei recenti investimenti ministeriali sul supporto psicologico, come il servizio “Ascoltami”.
Dalla periferia romana all’armonia interiore
A rappresentare l’anima profondamente interculturale e spirituale dell’evento è stata Svamini Shuddhananda Ghiri, monaca induista romana dell’Unione Induista Italiana. La sua presenza incarna perfettamente lo spirito di Piuculture, unendo le radici del nostro territorio a una scelta di vita dedicata alla filosofia e alla spiritualità orientale. «In una società frenetica e tesa all’apnea, questa giornata risponde all’esigenza impellente di fermarsi e tornare ad ascoltarsi», ha spiegato la monaca. «Lo yoga offre gli strumenti per imparare a respirare davvero e ritrovare la pace interiore. In un tempo attraversato da conflitti e frammentazioni, la pratica ci ricorda che gli esseri non sono separati e ci invita a ritrovare un senso profondo di unità, presenza e responsabilità. Riunire diverse scuole in uno stesso luogo significa offrire alla città un’esperienza condivisa, plurale e armonica, capace di generare un cambiamento personale e collettivo».
Una filosofia senza tempo contro il caldo romano
L’Ambasciatrice dell’India in Italia, Vani Rao, ha espresso profonda gratitudine verso il team culturale dell’ambasciata e i tantissimi partecipanti che hanno affollato i giardini nonostante il forte caldo estivo del pomeriggio romano. «In India lo yoga rappresenta una filosofia senza tempo che promuove l’armonia tra corpo, mente, spirito e natura», ha spiegato l’Ambasciatrice, ricordando l’impegno costante dell’istituzione nell’organizzare eventi in tutta la penisola fin dal 2015. Dopo i saluti istituzionali, l’organizzazione ha teso una mano ai presenti per contrastare la forte calura estiva, allestendo un punto di ristoro con la distribuzione gratuita di acqua e succhi di frutta. Subito dopo la consegna delle tradizionali t-shirt ufficiali, la manifestazione è entrata nel vivo con la sessione collettiva all’aperto eseguita sui tappetini, che si è protratta per un’ora abbondante. Al termine della pratica, l’attenzione all’accoglienza e alla cura degli ospiti è proseguita con la distribuzione di frutta fresca per ritemprare i presenti. A coronare lo spirito di inclusione ed ecologia sociale della giornata, a tutti i partecipanti è stata inoltre regalata una piantina aromatica. I piccoli arbusti sono il frutto del progetto di agroecologia “Riseminare il proprio destino”, un programma formativo dell’Unione Induista Italiana curato e sviluppato dai detenuti all’interno della Casa Circondariale di Vercelli con l’obiettivo di favorire percorsi di riscatto sociale, rinascita e connessione con la natura.La serata si è conclusa con le note della musica classica indiana, grazie al concerto di Manish Madankar alla tabla e Avanendra Sheolikar al sitar, regalando alla comunità romana un momento di profonda immersione culturale.
Foto e testo di
Alessandro Guarino
(23 Giugno 2026)
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