“Rimuovere gli ostacoli”, Roma Capitale ha messo a disposizione un milione e duecentomila euro destinati agli Istituti Comprensivi e ai CPIA di Roma che parteciperanno al bando, l’obiettivo: realizzare “interventi di inclusione e favore di studenti e studentesse con background migratorio”.
Non è lontano il luglio 2024 quando il DL 71/2024 fu convertito nella legge n.106 con cui si stanziavano più di 12 milioni di euro per favorire progetti rivolti all’integrazione degli alunni stranieri. Il rischio paventato da più parti fu quello di creare delle classi ghetto, quando è oramai accertato che l’inclusione e l’apprendimento sono facilitati dalla condivisone degli spazi rappresentati proprio dalle classi. Ma la realtà, come spesso accade, precede le decisioni politiche. Sono anni che le amministrazioni locali, in collaborazione con le cooperative e la Rete Scuolemigranti, hanno cercato di far fronte all’annoso problema dell’integrazione scolastica dei bambini stranieri.
Programma Integra per Rimuovere gli ostacoli
Programma Integra è una delle cooperative che opera da anni nei contesti migratori e dell’inclusione scolastica. È una delle organizzazioni che si attiva per realizzare il progetto Rimuovere gli ostacoli, promosso da Roma Capitale. “Sono anni che operiamo nella scuola” dice Elisa Moscato responsabile dell’Area minori e famiglie di Programma Integra. Il progetto Rimuovere gli ostacoli parte nel 2024 ma sono anni che Roma Capitale destina fondi ai progetti di inclusione scolastica.
I progetti di Roma Capitale per l’inclusione scolastica
I progetti cambiano nome, da Più scuola a Più futuro all’attuale Rimuovere gli ostacoli che si sono realizzati con i fondi che di anno in anno il Comune ha messo a disposizione, spesso in ritardo rispetto all’inizio dell’anno scolastico. “Questo ha creato delle difficoltà, i progetti spesso partono a scuola inoltrata, il primo progetto Rimuovere gli ostacoli parte ad aprile 2024, per soli sei mesi, inframezzati dalla chiusura estiva”. Programma Integra chiede di poter proseguire anche in estate ma la scuola chiude e non può garantire l’apertura dei locali, una partenza in affanno come rileva Elisa Moscato
Rimuovere gli ostacoli da maggio 2025 a dicembre 2026
Il secondo progetto “Rimuovere gli Ostacoli” per fortuna, partito nel maggio 2025, ha un respiro ampio, termina a dicembre 2026. Questo permetterà di garantire continuità al progetto che viene realizzato all’interno degli Istituti Comprensivi dei Municipi XIV, XV, IV: I.C. Donati, I,C. Piersanti Mattarella e Giovanni Palombini, I.C. Via Cassia Km18.7 e il CPIA 1 (Centro di Istruzione per gli Adulti). Con gli I.C. Venezia Giulia e Piazza De Cupis l’adesione al progetto deve ancora essere formalizzata.
Le difficoltà dei dirigenti e la mancanza di personale
Un altro problema è quello dell’informazione, molti Istituti Comprensivi non aderiscono al bando del Comune semplicemente perché non sanno che ci sono bandi e soldi stanziati per progetti rivolti a facilitare l’inclusione degli alunni stranieri. “Mi è capitato di parlare con una dirigente che non ne era a conoscenza, poi però ha fatto richiesta” dice Moscato. Lo scorso anno, inoltre, sono arrivati molti soldi dal PNRR, i dirigenti scolastici hanno dovuto districarsi nella gestione di diversi progetti, tanto lavoro e poco personale, soprattutto amministrativo.
Rimuovere gli ostacoli anche per i MSNA
“Il progetto Rimuovere gli ostacoli è rivolto alle scuole primarie e secondarie, abbiamo un monte ore a disposizione che vengono spalmate nella settimana, si creano delle classi con alunni che hanno difficoltà linguistiche piuttosto omogenee, l’obiettivo è quello di facilitare il percorso scolastico e impedire l’abbandono” spiega Moscato. Questo e non solo, Programma Integra si occupa anche dei minori presenti nel CPIA 1, si tratta di ragazzi con più di 15 anni che devono essere messi in condizione di poter ottenere il titolo di scuola media.
Migliorare la padronanza linguistica
Il progetto non mira ad insegnare la grammatica o a sostituirsi al docente ma a fornire una capacità colloquiale nella lingua italiana, “I ragazzi hanno delle capacità di apprendimento che noi adulti abbiamo dimenticato di avere, apprendono velocemente e meglio si parla una lingua più facile è accedere anche la grammatica. L’uno non esclude l’altro”. Bisogna del resto guardarsi dall’impoverimento linguistico come raccomanda la prof.ssa Gabrielle Debetto, autrice di libri di didattica per studenti di L2.
Rimuovere gli ostacoli all’interno della classe
“Ci è stato anche chiesto da alcuni dirigenti di organizzare degli incontri all’interno delle classi per capire quali sono le dinamiche che creano difficoltà al processo di inclusione fra gli studenti stranieri e quelli italiani o che hanno comunque una padronanza della lingua, il riscontro è ottimo, in definitiva” dice Moscato “facciamo quello che il dirigente e i docenti ci chiedono”.
La mediazione linguistica
Del resto, agire in sintonia con i docenti è una conditio sine qua non per il successo del progetto, così spesso Programma Integra viene chiamata ad intervenire anche con i mediatori linguistici, soprattutto in fase di colloquio insegnanti – genitori. “Accade che i bambini e le bambine facciano da interpreti ai genitori che spesso parlano un italiano claudicante o non parlano affatto” dice Moscato. I ruoli si invertono, il figlio non solo può tradurre quello che ritiene opportuno ma si sostituisce alla figura genitoriale con ciò che ne consegue, in tale contesto il ruolo del mediatore linguistico è fondamentale.
Inclusione e formazione delle classi
Un bilancio sostanzialmente positivo quello del progetto che ha attuato Programma Integra, destinato a migliorare e ad incrementare la richiesta di intervento per ridurre al minimo le criticità. “C’è una maggiore attenzione alla formazione delle classi, se prima si tendeva a concentrare in una classe alunni con difficoltà linguistiche o altro, ora c’è una maggiore attenzione a non formare delle classi ghetto o per chi ha problemi”. Creando, tra l’altro, per alcuni docenti un carico di lavoro insostenibile.
La necessità di migliorare la qualità dell’integrazione
Le associazioni e le cooperative che operano nelle scuole, nei Centri per l’Istruzione con i minori stranieri non sono supportate da una rete, quest’anno però Programma Integra collabora con CDS, Casa dei Diritti Sociali che nasce per il sostegno dei minori in difficoltà. Del resto, recita un rapporto del Comune di Roma, si calcola che “le persone residenti a Roma con meno di 18 anni sono circa 450mila, il 15,6% della popolazione. Un minore su 10 è straniero, una percentuale che è il doppio di quanto era solo 10 anni fa. E la loro presenza crescerà ancora. Il futuro della nostra città dipenderà in gran parte dalla qualità dell’integrazione sociale di questi nuovi cittadini, molti dei quali nati in Italia”.
Livia Gorini
(03 settembre 2025)
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