Gaza precipita nell’inferno, la situazione si aggrava di ora in ora, l’operazione di terra da parte dell’esercito israeliano e gli ordini di evacuazione, senza alcuna garanzia di spostamento in sicurezza, si aggiungono ai continui bombardamenti e all’impossibilità di reperire il cibo necessario alla sopravvivenza, ma i cittadini palestinesi che avrebbero dovuto lasciare Gaza grazie alle ordinanze emesse, dal Tribunale di Roma, ormai oltre un mese fa, per motivi umanitari e familiari, non hanno ricevuto alcuna risposta dalle autorità italiane. Si tratta di 5 nuclei familiari composti di numerose persone, con minori, alcuni anche piccolissimi, anziani, un coniuge di una cittadina italiana, tutte persone in estrema difficoltà che necessitano di essere evacuati al più presto.
Il Tribunale ha richiamato esplicitamente la Convenzione ONU sul genocidio, sottolineando il “dovere di protezione attiva” dell’Italia nei confronti di una popolazione in situazione di rischio estremo.

Visti umanitari bloccati: l’ASGI ne chiede con forza il rilascio
L’ASGI– l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, che ha presentato i loro ricorsi, segue la vicenda fin dall’inizio ed ha chiesto, in più occasioni, un immediato intervento del Ministero degli Affari Esteri. “Chiediamo con forza che il Ministro per gli affari esteri e la cooperazione internazionale intervenga, in ottemperanza ai provvedimenti giudiziali, per la protezione della vita delle persone interessate, così come quella di tutte e tutti i cittadini palestinesi che intendono lasciare Gaza.” Ha scritto in un comunicato già a fine agosto.
Sempre il 29 agosto, l’ASGI avvertiva: ”Lo Stato italiano deve agire immediatamente, nessun ulteriore ritardo è giustificabile. Tutti i palestinesi devono avere gli stessi diritti. Riterremo responsabile lo Stato italiano della colpevole inerzia se qualcuno dei nostri assistiti dovesse morire o subire ulteriori gravissimi danni”.
Le pronunce del tribunale, emesse tra il 6 e il 13 agosto 2025, rimangono a tutt’oggi senza risposta.
L’ASGI: molte le persone evacuate ma non i nostri
“Ogni due giorni scriviamo una pec, un sollecito ma ancora non stanno eseguendo gli ordini., Il problema è che l’autorizzazione a rilasciare il visto non é solo del Consolato italiano di Gerusalemme, ma è soprattutto dell’autorità israeliane. A più di un mese di distanza dal primo ordine del Tribunale di Roma, noi non sappiamo se il consolato ha scritto o quante volte ha scritto ad Israele, se ha ricevuto delle risposte dalle autorità israeliane. Si sa solo che ci sono dei numeri di pratica, che le procedure sono “avviate. Però i visti d’ingresso continuano a mancare” racconta l’avvocato Nazzarena Zorzella del pool dell’ASGI. “In questo periodo, ci sono state molte evacuazioni, per la maggior parte di tipo sanitario ma sono stati rilasciati anche visti per famiglia. Le persone, anche se con fatica stanno uscendo. Noi continuiamo a chiedere al Consolato di Gerusalemme ed al Ministero degli Affari Esteri se sono state formalizzate le richieste dei nostri allo Stato di Israele, se le hanno sollecitato, se hanno avuto risposte, ma non riceviamo alcun riscontro”. Continua Zorzella, “stiamo ragionando su altre azioni, non necessariamente di tipo giudiziario, stiamo ragionando su cosa si può fare per sbloccare la situazione, perché ogni giorno riceviamo messaggi disperati da questi nuclei familiari e non sappiamo più cosa rispondere.”
L’ASGI: le iniziative da intraprendere per sbloccare la situazione
“Noi vorremmo conoscere la ragione per cui i nostri assistiti, che hanno un preciso ordine giudiziale non stanno arrivando, Se non rispondono, chiederemo ad un giudice civile o penale di ordinare al Consolato di rispondere almeno a queste domande. Non possono limitarsi a non dare nessuna risposta. Se altre persone sono state evacuate, perché non quelle ordinate dal giudice? Il fastidio è quello che sia stato ordinato dal giudice? “ si chiede l’avvocato Zorzella “Non voglio crederci” si risponde, “non è neanche comprensibile, perché le relazioni diplomatiche continuano ad esistere tra Italia ed Israele, le relazioni consolari ci sono, ma le stanno effettivamente esercitando?” infine, aggiunge “Abbiamo tantissime richieste di altre persone che vogliono provare a seguire questo percorso ed è molto complicato da spiegare che se anche il Tribunale dovesse dare un ordine poi non è detto che riescano ad uscire. Non avere risposte è veramente disarmante.”
Nadia Luminati
(13settembre 2025)
Leggi anche:
Ignavia-Gaza: chi difende il diritto Internazionale?
Gaza: L’occidente democratico ha tradito le sue promesse?
Genocidio: usare le parole giuste per raccontare Gaza