“Nel dossier IDOS si sottolinea bene come l’aumento dei conflitti, porti le persone a spostarsi in condizioni di vulnerabilità per poi finire ad accettare condizioni di sfruttamento” ha spiegato Francesca Nicodemi, avvocata esperta di tratta degli esseri umani, martedì 4 novembre in occasione della presentazione del 35°Dossier Statistico Immigrazione 2025 dell’IDOS presso il Nuovo Teatro Orione a Roma.
Per la prima volta quest’anno l’Italia ha visto tra le vittime prese in carico dal sistema anti tratta persone che hanno un vissuto di grave sfruttamento lavorativo a discapito di quelle destinate allo sfruttamento sessuale” continua Nicodemi. Questo non significa che i comportamenti siano mutati ma che “Abbiamo indossato lenti capaci di leggere determinati fenomeni” conclude.
Cosa c’è dietro alla diminuzione degli sbarchi.
Gli immigrati sbarcati in Italia nel 2024 sono stati 66.317, quasi il 60% in meno rispetto al 2023. Risoluzioni che sembrano sadiche più che risolutive e che spiegano il perché di questa diminuzione come emerge dalla relazione di Valeria Taurino, direttrice generale di SOS Mediterranee Italia:
- Assegnazione di porti lontani alle navi come destinazioni per gli sbarchi, una pratica che avrebbe dimezzato la capacità di salvataggio.
- A fronte della diminuzione degli arrivi in Italia l’aumento dei respingimenti nei lager libici e tunisini.
- L’aumento del tasso di mortalità rispetto alle persone partite, che negli anni è passato da: uno su 116 morti nel 2022, a uno su 90 nel 2023 fino ad uno su 73 nel 2024.
- Politica di esternalizzazione delle frontiere, delegando alla guardia costiera libica la condotta di pratiche in contrasto con il diritto internazionale.
- Il decreto Piantedosi che si è andato a sovrapporre al diritto marittimo internazionale, lasciando la scelta imbarazzante ai comandanti delle navi tra il rispettare le regole del diritto internazionale ed infrangere quelle del decreto Piantedosi, (con il rischio di sequestro delle imbarcazioni e ripercussioni legali). Oppure se rispettare cecamente il decreto e ignorare le norme del diritto marittimo internazionale.
“Inoltre bisogna considerare che il 2023 è stato un anno estremamente mortale nella rotta del Mediterraneo centrale, fattore che avrebbe portato alla riapertura di nuove tratte migratorie come quella atlantica (Africa occidentale – Canarie). Una tratta estremamente pericolosa, in quanto attraversa l’oceano (più pericoloso del mare) e soprattutto priva di aiuti, non ci sono monitoraggi e di conseguenza dati. L’ONG Camminando Fronteras ha stimato che nel 2024 in questa rotta abbiano perso la vita 10.000 persone.” conclude Valeria Taurino.
I numeri delle Migrazioni
Ad oggi si contano più di 300 milioni di migranti internazionali.
La meta più ambita rimane l’ Europa(63 milioni) seguita dal nord America(61 milioni) e dall’Asia occidentale(45 milioni), nuovo crocevia della mobilità globale.
Quasi 700 milioni di persone soffrono la fame ed oltre due miliardi vivono in condizione di insicurezza alimentare.
Ci sono nel mondo 64 conflitti tra stati e 71 interni, un numero che non si vedeva dagli anni ’50. Nel 2024 ci sono stati 240 mila attraversamenti irregolari in Europa ed oltre 120mila respingimenti illegali, ovvero quasi la metà degli attraversamenti.
Inoltre bisogna ricordare le 2573 morti avvenute nel Mediterraneo e che, nonostante le restrizioni imposte, delle oltre 66mila persone sbarcate in italia, più di 12 mila sono state salvate dalle ONG.
Sulle quasi 1 milione di domande di protezione presentate nella UE, ne sono state accettate 437 mila. Di queste 158 mila sono state presentate in Italia che sommate a quelle in attesa di risposta degli anni precedenti hanno raggiunto quota 207 mila. In seguito poi, solo una su tre è stata accolta.
I residenti stranieri in Europa con background migratorio superano i 60 milioni, di questi, 5,4 milioni vivono in Italia.
Infine, i primi 5 paesi stranieri per numero di residenti in Italia sono:
- Romania 1.073.196
- Albania 416.229
- Marocco 412.346
- Cina 308.984
- Ucraina 273.484
Le proposte concrete
Secondo Luca Di Sciullo, presidente del centro studi e ricerche IDOS, “ad oggi non c’è paradigma migliore del mito della caverna di Platone per descrivere quello che sta succedendo riguardo l’immigrazione. Sembra di sentire Hannah Arendt quando diceva che il suddito ideale del regime totalitario è l’individuo per il quale la distinzione tra realtà e finzione non esiste più.”
In quanto “riguardo all’immigrazione vediamo solo ombre, caricature che ritagliano figure di migranti distorte creando bersagli per la rabbia collettiva, per i mali dell’Italia mai risolti. Così noi crediamo ad un immigrazione immaginaria proiettata sui nostri schermi, mentre l’immigrazione vera, la vediamo sempre meno.”
Ed infine Di Sciullo prova ad elencare una serie di misure basate più sul buonsenso e meno sull’ideologia:
- Abolire il contratto di soggiorno.
- Ripristinare il permesso di soggiorno d’ingresso per i cercalavoro.
- Creare canali di collegamento strutturale tra i titolari di protezione che escono dal sistema di accoglienza e il mondo del lavoro.
- Fare della buona prassi dei corridoi umanitari, una politica ordinaria.
- Revocare il memorandum con la Libia e paesi terzi.
- Abrogare i CPR e sostituirli con centri aperti per il reinserimento degli irregolari.
Lorenzo Pugliese
(6 Novembre 2025)
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