“Ogni Istante è una vita”: racconti da Gaza

Per non dimenticare il popolo palestinese, l'antologia di racconti di giovani autori pubblicata da Fazi e curata da Susan Abulhawa

Per mantenere viva l’attenzione sul genocidio del popolo palestinese si mobilita il mondo
dell’arte e della cultura e la Ong Oxfam Italia lancia un appello per i diritti umani in quelle terre.
Si è da poco concluso a Firenze (10-12 luglio) il Re-Imagine Peace Festival
ideato dalla cantante e attivista Noa e altri per creare uno spazio di incontro e dialogo tra israeliani e palestinesi impegnati nella costruzione della pace.
Venerdì 17 luglio a Roma, all’interno di India Città Aperta la presentazione del libro Ogni istante è una vita. Racconti da Gaza al tempo del genocidio, Fazi Edizioni, sarà l’occasione per  entrare nella mente e nel cuore di 18 giovani palestinesi sfollati, che nei laboratori guidati dalla scrittrice Susan Abulhawa hanno scritto in mezzo alla distruzione.
L’editore Fazi devolverà il 5% dei proventi del libro al Palestine Writes Literature Festival,
dedicato alla promozione della letteratura, dell’arte e della cultura palestinesi.

La scrittura è vita

Come scrive Viola Ardone nella postfazione al libro, in un tempo in cui tutto scivola via
rapidamente la parola scritta è già una forma di resistenza, un modo per non smarrirsi e ritornare a sé stessi.
Non si tratta di testimonianze, bensì di “storie incarnate”, senza ombra di autocommiserazione, rubando tempo alla guerra e cercando creatività e bellezza.
La Abulhawa ha compiuto una vera impresa nel guidare i giovani palestinesi a esprimersi scrivendo su whatsapp i loro racconti, che venivano poi inviati all’editor Huzama, il quale a sua volta dava indicazioni per migliorarli. È così che sono potuti arrivare a noi, grazie alla pubblicazione di Fazi.
Diana, una dei giovani autori, sotto il ronzio dei droni israeliani scrive: “la mia vita non mi assomiglia, è terrificante che mi ci sia abituata… come se stessi diventando un’altra”.
Saja, privata da un momento all’altro della sua casa, fissa un momento di conforto: quello in cui le scarpe rotte di sua cugina vengono riparate da un’anziana signora fermatasi per la strada.
Il giovane Rizq, che insieme alla sua famiglia dorme per terra, uno stretto all’altro, ricorda la sua casa distrutta e conclude così: “ma l’amore è cresciuto, è diventato più grande, più profondo”.
Non si può restare indifferenti al disastro di Gaza, per usare la parola del Cardinale
Pizzaballa; avvicinarsi al dolore degli altri è necessario per contrastare la disumanizzazione.

Luciana Scarcia
(15 luglio 2026)

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