I giovani della cooperativa Barikamà

Barikamà cerca fondi: un progetto di impresa ed inclusione sociale

I ragazzi della Cooperativa Barikamà

I ragazzi della Cooperativa Barikamà (photo credit: barikama.altervista.org)

La storia di Suleman Diara e di Barikamà l’avevamo già raccontata ai tempi dei MoneyGram Awards. In effetti, i cinque ragazzi africani che producono yogurt ed ortaggi biologici e li consegnano a domicilio in bicicletta prendendo le ordinazioni via sms hanno fatto in fretta il giro dei media italiani, stupiti che dal Mali a Roma, passando per Rosarno, abbia avuto origine l’incredibile circolo virtuoso che dal Casale di Martignano arriva sulle tavole dei consumatori passando per i GAS, i Gruppi di Acquisto Solidale sparsi sul territorio cittadino.

Eppure Suleman e i suoi amici non solo ce l’hanno fatta, ma hanno persino ottenuto la fiducia della Regione Lazio, vincendo un bando che gli metterà a disposizione 20.000 euro per acquistare i materiali necessari a potenziare la produzione. Ma trattandosi di un rimborso (con finanziamento all’80%), i soldi vanno anticipati. E come si fa quando non si ha liquidità a disposizione? In tempi di condivisione social, si ricorre al crowdfunding. Ecco che quindi dall’inizio di ottobre i clienti di Barikamà stanno donando fondi o pre-acquistando prodotti per permettere ai ragazzi di raggiungere la cifra necessaria e iniziare ad ampliare il loro progetto.

“È importante ampliare la produzione dai 200 litri attuali a 600/1000 a settimana, per rendere il progetto sostenibile, quindi allargare la rete è una priorità necessaria. Dovremo anche diminuire i costi, come quelli dei barattoli, che paghiamo troppo, e comprare delle attrezzature: frigo, biciclette per la consegna, e quattro mucche”. A spiegarlo è Mauro, che ha iniziato da poco una collaborazione con la cooperativa, e che insieme ad Erika si occuperà della comunicazione di Barikamà (sito internet, pagina Facebook), della grafica e della contabilità. A breve sarà stipulato infatti un nuovo accordo tra la cooperativa e il Casale di Martignano, che consentirà a Barikamà di emettere in proprio scontrini e fatture, e regolarizzare i due nuovi soci lavoratori, un ragazzo africano e una ragazza italiana, proprio Erika.

Sia lei che Mauro sono due ragazzi con sindrome di Asperger, che, si legge sul sito di Asperger Pride, di cui Erika è fondatrice e presidente, è “un disturbo pervasivo dello sviluppo legato allo spettro autistico, che può portare disagio nel gestire l’empatia e le relazioni sociali”. Non è un caso che questa collaborazione sia nata proprio all’interno di una cooperativa come Barikamà: in parte grazie all’interesse di chi, all’interno della cooperativa, ha un’attenzione specifica per queste tematiche, e in parte perché risolve l’incontro di due difficoltà. La prima, l’utilizzo efficace dell’italiano, lingua che alcuni soci non padroneggiano ancora alla perfezione; e la seconda, la necessità di trovare impiego in un ambiente inclusivo e non giudicante, essenziale per gli Asperger. “Attualmente tra il 76 e il 90% degli adulti con autismo è senza lavoro”, conferma Mauro, che ricorda anche che “gli africani badano meno ad alcune convenzioni sociali che noi abbiamo: badano più al contenuto che alla forma. Questo fa sì che ci sia meno pregiudizio nei nostri confronti, ci sentiamo meno giudicati, siamo più liberi di esprimerci ed in generale è più semplice la comunicazione”: il che, per migliorare i rapporti sociali con l’esterno, è per un ragazzo Asperger un fattore non di poco conto.

Dal momento che il bando coprirà solo l’80% delle spese, Barikamà continuerà a raccogliere fondi e pre-acquisti di yogurt ed ortaggi: la cifra di 20.000 euro oggi non è più cosi lontana. In progetto, oltre all’acquisto di materiale, anche l’assunzione di altri ragazzi Asperger. Una solidarietà, reciproca, che va ben oltre lo yogurt.

Veronica Adriani

(20 novembre 2014)

Per sostenere Barikamà: le indicazioni per le donazioni e il pre-acquisto sul sito della Cooperativa

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