Mix di adolescenti al Centro Fenix

ragazzi del centro Fenix19Quartiere Pigneto, via De Magistris, un’ala della scuola Manzi è in festa. Una cinquantina di ragazzi di tante nazionalità tra i 12 e 18 anni giocano in attesa dello spettacolo di danza indiana. Siamo a Fenix 19, centro di aggregazione giovanile che in 13 anni è cresciuto grazie all’impegno del Cemea Mezzogiorno. Spazi capienti accolgono l’aula multimediale, la sala prove e di registrazione, postazioni internet, laboratori di pittura, serigrafia e riciclo, le aule per studiare e l’ufficio dell’associazione.

Qui di solito dalle 14,30 alle 16 per tre giorni a settimana si tiene il corso di italiano frequentato da venticinque adolescenti, metà dei quali sono cinesi arrivati da poco, che hanno urgente bisogno di imparare la lingua per seguire le lezioni della mattina a scuola. Dopo le 16 i ragazzi stranieri si mescolano fino alle 19 con altri che seguono il sostegno scolastico e i laboratori creativi. “Le dinamiche tra loro sono quelle normali a questa età – racconta Cristina Brugnano, animatrice del centro – non vedo differenze particolari collegabili alla provenienza geografica”. Il Pigneto è un quartiere mescolato, le seconde generazioni fisicamente non si distinguono dagli immigrati recenti e il Cemea, puntando sulla comunicazione espressiva, facilita la comunicazione non verbale. “La serigrafia, dice Claudio Tosi presidente dell’associazione – mi ha insegnato che posso parlare con chiunque, senza usare le parole”.

Il centro sfrutta l’ampio corridoio, tipico delle scuole di un tempo, per il gioco libero. C’è chi si sfida a ping-pong e chi si accanisce su due tavoli molto consumati, costruiti dai ragazzi per riattivare antichi giochi di tradizione cinese. Pannelli in compensato espongono le creazioniping pong al centro Fenix19 realizzate nel laboratorio di serigrafia accompagnate da storie fantasiose. Una silografia verde rappresenta un uomo con una grande chiave che si avvicina a un castello. E’ di Mohammed Dia giovane senegalese: “ Mentre stavo andando su Internet mi è apparsa la pagina di un videogioco online ed era molto divertente. Era apparsa una scritta in cinese che non sapevo cosa diceva, allora ho cliccato “Yes” e il computer mi ha risucchiato e sono finito in un mondo virtuale in cui ero un cavaliere della luce. Dovevo trovare una chiave per aprire la porta del castello e salvare la principessa”.

 L’eccitazione va crescendo, sta per cominciare la danza indiana, tra il pubblico molte mamme e bimbi, anche lattanti. L’insegnante Francesca Rocchi fa partire la musica e sette ragazzine in ricche vesti colorate si mettono a ballare in stile bolliwoodiano. Sono bengalesi e pachistane che vengono al corso del mercoledì pomeriggio e passano le altre giornate in compagnia di video e canzoni indiani. Moni e Nahida presentano una coreografia inventata da loro ispirata al celebre film “Viky versus lady”. In felpa e maglione, mimano danzando l’amore tra due donne. Applausi meritati.

 Mentre la festa prosegue con patatine, popcorn e la tombole degli orrori, Claudio Tosi racconta un po’ di storia di Fenix 19, che come il celebre uccello è passato più volte attraverso crisi e rinascite, legate ai cambiamenti di gestione della scuola. Ora funziona grazie alla legge 285 che finanzia interventi per l’infanzia e l’adolescenza. In organico tre operatori retribuiti, due psicologi tirocinanti, 3 giovani in servizio civile internazionale. “Gli operatori hanno una solida formazione Cemea, precisa il direttore, ma gli altri che vengono qui per fare esperienza e poi prendono la loro strada, ci richiedono un grosso impegno di coordinamento. Però è una gioia quando vediamo che imparano e si appassionano”.

 Ma per il direttore la grande fatica è alimentare i rapporti con la scuola, dirigenti e professori.  “Siamo qui da decenni e ancora qualche volta ci trattano come estranei. Però per esempio abbiamo ottenuto l’elenco dei ragazzi neo-arrivati, compresi quelli che non vanno a scuola”. Purtroppo per tutte le vacanze di Natale il centro resterà chiuso, perchè la direzione non ha trovato il modo di riscaldare solo quest’ala del grande edificio. Tutti a casa, per non sprecare gasolio.

 Paola Piva

(20 dicembre 2013 )

www.fenix19.it

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