“Il fenomeno dell’immigrazione in Italia e le sue implicazioni internazionali”: uno sguardo sul presente e sulle prospettive future

Jonathan Chaloff, analista del Dipartimento Immigrazione Internazionale dell’OCSE, e Ejaz Ahmad, giornalista.

Gli sviluppi recenti e le prospettive future del fenomeno migratorio sono stati oggetto di un incontro tenutosi a Roma lo scorso 17 febbraio presso la sala della Stampa Estera. Il Convegno su “Il fenomeno dell’immigrazione in Italia e le sue implicazioni internazionali” è stato presieduto dal Presidente dell’Associazione Stampa Estera, il giornalista tedesco Tobias Piller, e organizzato dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) e dal Centro di Studi e Ricerche IDOS. I lavori si sono aperti con i saluti del giornalista Ejaz Ahmad, che ha coordinato gli interventi degli ospiti presentando l’obiettivo del Convegno: fornire degli utili strumenti, non solo statistici, per la comprensione di un fenomeno complesso che si estende a livello globale, portando con sé elementi di criticità, ma anche un prezioso apporto umano e culturale che non può e non deve essere sottovalutato.

Ugo Melchionda, Presidente di IDOS, e Hassan Abou Ayoub, Ambasciatore del Marocco

Jonathan Chaloff, analista del Dipartimento Immigrazione Internazionale dell’OCSE, ha riassunto gli aspetti più rilevanti sull’andamento dei flussi migratori riscontrato nei paesi membri dell’Organizzazione e ha sottolineato che nel 2016 nell’area OCSE sono giunti 4 milioni e 800 mila persone, un valore in aumento rispetto al passato. Un dato su cui Chaloff ha posto l’accento è stato quello relativo al valore record delle domande di asilo nel 2015: 1 milione e 650 mila, il doppio rispetto al 2014. Queste trasformazioni epocali dovrebbero indurre i paesi membri a riformulare politiche migratorie che possano assorbire e gestire i cambiamenti in atto, ha spiegato l’analista. Purtroppo nel 2015-2016 non ci sono stati progressi significativi: in Europa, le difficoltà a livello istituzionale si sono intrecciate a una crisi dei valori di solidarietà e a un mancato coordinamento tra Stati e questa impreparazione nella gestione degli aumentati flussi migratori sta producendo una grave crisi, dovuta anche alla difficoltà di effettiva integrazione economica dei migranti.

Ugo Melchionda, Presidente di IDOS

La crisi occupazionale dal contesto internazionale a quello italiano: l’intervento di Ugo Melchionda, Presidente di IDOS, ha chiarito alcuni aspetti sull’immigrazione e la presenza straniera in Italia. Rispetto al mercato del lavoro, nel nostro paese gli occupati stranieri nel 2015 rappresentano il 10,5% del totale e si concentrano soprattutto nel terziario e nei lavori manuali dequalificati: sono infatti 965.000 gli immigrati il cui livello d’istruzione è più elevato di quanto richiesto dal lavoro che svolgono. Melchionda ha parlato di “brain waste”, un fenomeno purtroppo spiccatamente italiano, che si traduce in una mancata capacità di valorizzare le competenze di persone qualificate. Resta forte però la spinta degli immigrati all’avvio di nuove attività commerciali.

A conclusione dei lavori, anche l’Ambasciatore del Marocco Hassan Abou Ayoub ha ricordato che la comunità marocchina (che con quella albanese è la comunità di più antico insediamento in Italia, ndr) riscontra ancora oggettive difficoltà a integrarsi pienamente nel tessuto economico; difficoltà che non sono così diffuse in altri paesi, come ad esempio il Belgio, in cui – come ha spiegato l’Ambasciatore – le comunità straniere sono pensate come risorse economiche, sociali e culturali.

Tali risorse possono essere valorizzate nel nostro paese solo “ripensando il pluralismo culturale e religioso, accettando così la sfida della globalizzazione”. Trasformare i diversi apporti culturali in una ricchezza richiede “un importante processo istituzionale, ma anche una negoziazione, una visione di un Mediterraneo allargato”.

Ejaz Ahmad ha ricordato: “Prima si costruiva un muro per bloccare l’invasore, oggi invece si innalzano barriere per respingere i più vulnerabili della Terra”.

Elisabetta Rossi

(21 Febbraio 2017)

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