Pisù: il pizza-sushi afghano nel cuore del Pigneto

Pisù- pizza e sushi al pigneto

Cinque afghani divenuti amici in un centro d’accoglienza, con diverse competenze nell’ambito della ristorazione, sono gli ideatori di Pisù: nuovo pizza e sushi al Pigneto in via L.F. De Magistris 74/76.

Una lunga vetrata dietro cui si intravedono un ampio e luminoso salone con otto tavoli in legno e un bancone che si piega a gomito e un piccolo mappamondo che gira vicino alla cassa.

E’ venerdì 5 maggio e alle ore 11 e 30 il locale aprirà al pubblico per l’inaugurazione prevista fino a sera, con liberi assaggi di pizza e sushi a metà prezzo.

L’idea di Pisù nasce quasi due anni e mezzo fa per iniziativa di Hassan e Saravan.

Il primo in Italia da nove anni ha fatto un corso con il Cir per imparare a gestire un’attività e grazie a questo, dopo aver lavorato per un periodo in un ristorante giapponese, ha aperto un piccolo sushi take away vicino al cinema Aquila.

Volevamo ingrandirci e lì abbiamo avuto l’idea di unire le nostre competenze, Saravan al sushi e Abdullah alla pizza” dice Hassan “ma non è stato facile iniziare. Siamo riusciti ad affittare il locale solo a settembre 2016 perché nessuna banca voleva concederci un finanziamento”.
Presi in giro dagli istituti di credito per la loro idea, hanno dovuto contare solo sulle proprie forze, ricorrendo ai risparmi faticosamente messi da parte dai precedenti impieghi.
“L’attrezzatura, i lavori, le pubblicità: abbiamo fatto tutto da soli” continua “dobbiamo ancora finire di pagare alcuni fornitori. Però per noi era importante aprire, sono sicuro che poi sarà tutto in discesa”.

Abdullah dietro al bancone

E infatti sono le undici e mezza e Pisù finalmente apre le porte. Da subito si crea un’atmosfera molto piacevole: un signore prende una teglia intera di pizza margherita, alcune coppie assaggiano quella con le alici, gruppi di amici le provano tutte: c’è chi se le porta a casa, chi si siede nei tavolini del locale.

Verso le undici e venti non c’era ancora nessuno: eravamo un po’ preoccupati” dice Abdullah Rezai, che si occupa delle pizze “ma poi la gente ha cominciato ad arrivare”.

In Italia da dieci anni, inizialmente ha fatto un corso di pasticceria al Faro con il quale ha trovato lavoro in un ristorante fuori Roma, aiuto-cuoco, ha infine lavorato per molti anni presso la catena Alice, per cui ha fatto anche il responsabile di zona ed è andato in Sardegna per un anno.
La possibilità di sperimentare i diversi tipi di farina lo ha portato alla creazione di un impasto a lievitazione lenta e alta digeribilità che è stato molto apprezzato durante l’inaugurazione.
Avevo dei dubbi, forse non gli piacerà la pizza ma poi è andata benissimo”.
In Afghanistan Abdullah faceva stucchi decorativi a mano libera ma poi il viaggio, con una lunga tappa in Iran, lo ha portato a reinventarsi.

Al sushi c’è invece Saravan, altro ideatore del progetto, che è in Italia da dieci anni, ha lavorato sempre in ristoranti giapponesi. “Ho iniziato a fare il cuoco qui, nel mio Paese ero ancora studente. Pensa che so cucinare meglio il sushi che la cucina afghana” dice.

Saravan all’opera

Saravan dal 2007 fa parte di Liberi Nantes, che ha conosciuto grazie ad un amico e che ha continuato a frequentare prima come giocatore ora come membro attivo.
E’ anche per loro se abbiamo aperto” dice “ci sono stati di grande supporto”.

“L’appoggio di Liberi Nantes è solo affettivo, nel senso che sosteniamo come possiamo l’attività di Saravan, che rappresenta una bella sfida e un’occasione di positiva di riscatto per quanti vengono in Italia sperando in una possibilità di vita umana” dice Martina, insegnante presso l’associazione.

Altri due membri del gruppo sono assenti ma molte sono però le persone giunte in aiuto per l’occasione. Come un ragazzo afghano con la compagna italiana e la figlia che saluta gli altri dietro il bancone “serve una mano?” dice, passando dall’altro lato e si mette a servire.
I clienti si avvicendano con flussi irregolari durante la giornata ma la sera, quando viene preparato anche il sushi, Pisù si riempie.
La pizza è davvero buona e loro sono stati sorridenti e disponibili” dice un’avventrice “una signora anziana ha cambiato idea mille volte prima sul tipo di pizza poi sulla misura e loro non hanno mai perso la pazienza”.
Noi siamo del quartiere c’è piaciuta molto, ritorneremo ” salutano dei signori uscendo.
Un’altra sfida ai pregiudizi è stata lanciata nel cuore del Pigneto: la pizza-sushi afghana ha spopolato speriamo che vada sempre meglio.

Elena Fratini
(10 maggio 2017)

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