CEDIS Roma, Intervista a Sandra Monaco

Con il mese di settembre riparte un nuovo anno anche per CEDIS Roma – Certificazione e Didattica Italiano per Stranieri, un’associazione culturale senza scopo di lucro che  in collaborazione con il CVCL dell’Università per Stranieri di Perugia, dà la possibilità agli stranieri di accedere alla Certificazione CELI (Certificazione Italiano Lingua Straniera), e allo stesso tempo si occupa di formare insegnanti per abilitarli al ruolo di esaminatori.
L’associazione CEDIS gestisce e coordina le scuole di esame CELI, composte prevalentemente da scuole pubbliche, cioè CPIA, istituti comprensivi e istituti superiori, e scuole del volontariato, che a loro volta fanno parte della Rete Scuolemigranti.
Corso di italiano per stranieri (fonte; pagina Facebook Rete Scuolemigranti)
Corso di italiano per stranieri (fonte; pagina Facebook Rete Scuolemigranti)

Come nasce CEDIS Roma?

L’idea di creare questo solido network nasce nel 2001 grazie al progetto “Io parlo Italiano”, promosso dal Dipartimento per gli Affari Sociali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione, Rai Educational e i Centri territoriali di educazione permanente – CTP.
Durante i tre anni di “Io Parlo Italiano”, i CTP coinvolti erano divenuti dei veri e propri centri di ascolto nei quali venivano trasmesse via satellite lezioni di italiano tenute dal docente Giuseppe Nucciatelli. Alla fine delle lezioni i corsisti potevano accedere alle certificazioni linguistiche, tra cui il CELI rilasciata dall’Università per Stranieri di Perugia, ad un costo piuttosto ridotto rispetto alla norma. A fronte di tale agevolazione, in tanti ne fecero richiesta e sostennero l’esame. “Da lì vedemmo quanto finalizzare il percorso ad un attestato valido fosse davvero necessario”, ha raccontato Sandra Monaco, Presidente dell’Associazione culturale CEDIS e formatrice docenti didattica italiano L2. “Presi il treno e arrivai a Perugia per proporre all’Università per Stranieri una collaborazione grazie alla quale avremmo potuto venire incontro alle esigenze di un’utenza svantaggiata. Era un’opportunità alla quale dovevano poter accedere tutti”.
Negli anni successivi la rete è cresciuta in modo esponenziale, fino ad arrivare a 56 sedi sparse per tutto il Lazio. CEDIS nasce nel 2012 per coordinare tutto il lavoro.
“L’attestato rilasciato è valido a livello internazionale e oltre a dare la possibilità di insegnare l’italiano all’estero, anche in Italia ha una spendibilità molto alta a livello lavorativo” ha detto Sandra Monaco. “Mi raccontano spesso che ai colloqui conoscitivi il datore di lavoro rimane sempre favorevolmente colpito di fronte ad un attestato linguistico. Questo tipo di certificazione indica che una persona si è impegnata nel tempo a seguire un determinato percorso, ottenendo poi dei buoni risultati”.
Gli esami di italiano per stranieri con Cedis
Gli esami di italiano per stranieri con Cedis

Gli obiettivi di CEDIS

L’obiettivo di CEDIS è quello di formare docenti in Didattica di italiano per Stranieri, mantenendo costi accessibili e tenendo alta la qualità. “In molti mi chiedono quale sia il percorso per abilitarsi come insegnanti per stranieri. Rispondo che non userei la parola abilitazione perché può dare adito a fraintendimenti”, lamenta dispiaciuta Monaco, e spiega:”Solo da poco infatti, è stata istituita una classe di concorso, la A23, a cui si accede tramite la Laurea di Didattica Italiano L2/LS o con una Certificazione in Didattica Italiano L2 di II Livello. La formazione dei docenti in servizio e corsi ad hoc per chi vuole intraprendere questo lavoro, al di fuori dei contesti universitari, è davvero carente”.
Altro obiettivo è quello di consentire a chi studia la nostra lingua di seguire un percorso che possa permettergli di accedere ad una certificazione riconosciuta anche all’estero. Generalmente si iscrive al CEDIS chi ha bisogno del permesso di soggiorno, del permesso di lungo soggiorno o dell’accordo integrazione, ma sono in molti ad iscriversi anche per motivi di studio o di lavoro, e non manca chi vuole intraprendere una carriera che abbia a che fare con la traduzione internazionale. “Ci tengo a ribadire che prima di essere centro di esami, siamo una rete di scuole” spiega la Monaco, “Incentivare le persone a frequentare un corso di italiano vuol dire mettere a disposizione più strumenti per avvicinarli alla cittadinanza, alla promozione e al valore dei propri diritti e i propri doveri in Italia”.
Francesca Mahmoud Alam
(03 ottobre 2018)
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