Capodanno cinese a Piazza Vittorio: grande festa all’Esquilino

L’anno del maiale

Grande festa a piazza Vittorio, nel cuore del quartiere Esquilino: domenica 10 febbraio la comunità cinese di Roma ha festeggiato il Capodanno, dando il via all’anno del maiale, dodicesimo segno dell’oroscopo cinese. Da Piazza San Giovanni, il tradizionale Drago ha sfilato fino a ai giardini di Piazza Vittorio, tra una folla di curiosi, adulti e bambini. Un evento importantissimo per una delle comunità straniere più numerose di Roma, che conta oltre 21 mila cinesi: la quarta dopo quella rumena, quella filippina e quella bangladese.

Le lanterne rosse che hanno decorato il giardino di Piazza Vittorio, fotografia di Gma

I giardini hanno accolto famiglie, anziani, stranieri e gruppi di giovani, tutti di diverse nazionalità, anche se la presenza di italiani è stata preponderante; i festeggiamenti hanno infatti rappresentato un vero e proprio incontro con la cittadinanza, come sottolineato durante i saluti istituzionali: “Festeggiare insieme questo evento vuol dire anche rafforzare i rapporti bilaterali che legano Cina e Italia”.

Entrare nel giardino di piazza Vittorio è stato un vero e proprio viaggio all’interno della cultura cinese: i dragoni dorati all’entrata hanno immerso i visitatori in un’atmosfera ricca di colori, suoni, odori che per qualche ora hanno fatto dimenticare di essere al centro di Roma. Oltre all’imponente portale, il parco si è riempito di bandierine, delle tipiche lanterne, di ombrelli colorati sospesi, di bandiere nazionali e soprattutto di tanto rosso, che “è di buon auspicio, così come mangiare il pesce”, racconta un intervistato. Sul palco si sono susseguite esibizioni canore e danzanti con i colori degli abiti tradizionali, che hanno trovato un pubblico partecipe e coinvolto. Apprezzatissima la performance in perfetto italiano di una nota canzone di Al Bano.

Oltre il palco, camminando verso i resti del Ninfeo di Alessandro, una fila di gazebo ha permesso ai visitatori di dialogare con i rappresentanti di diverse associazioni, come Cina in Italia, e conoscere così da vicino i tanti volti della cultura cinese, non solo quella millenaria e misteriosa, ma anche quella contemporanea, aperta e globalizzata. Presso gli stand, attorniati da gruppi numerosi, è stato possibile osservare delle dimostrazioni di pittura e scrittura degli affascinanti ideogrammi: molti gli italiani che hanno portato a casa una pittura con il proprio nome scritto in ideogrammi. Altri stand hanno presentato proposte editoriali e riviste sulla Cina contemporanea, sulle arti marziali, sulla medicina tradizionale cinese. Ogni gazebo ha offerto un punto informazioni prezioso per tutti gli interessati desiderosi di conoscere aspetti nuovi della cultura cinese: una vetrina per tante associazioni culturali che si occupano di diffondere la conoscenza e il dialogo tra Oriente e Occidente.

L’augurio del Maestro Shaolin

“Per noi è importante condividere con gli italiani la nostra festa di Capodanno. In questa occasione abbiamo la possibilità di diffondere la nostra cultura, nel mio caso quella delle arti marziali”, dice Shi Yan Hui, Maestro di Shaolin, uno stile di arti marziali tradizionali, uno dei più antichi, originariamente praticato dai monaci buddisti del Monastero di Shaolin, nel cuore della nazione cinese. “Il mondo è diventato piccolo, e il fatto che sia la conoscenza della cultura a unire le persone, è una cosa buona”.

Gli allievi del Maestro, che si sono esibiti sul palco dopo una prova aperta assistita da un pubblico attento e affascinato, confermano che la pratica delle arti marziali, a cui si sono avvicinati per passione, li ha aperti a una conoscenza più ampia del ricco patrimonio culturale della Cina: “Sono sempre stato appassionato di arti marziali, ma lo stile Shaolin è una disciplina a 360 gradi, la più completa, che fortifica non solo il corpo, ma anche la mente e lo spirito”, racconta Daniele. I suoi compagni, Fernando e Fabiana confermano: “ci aiuta soprattutto nella vita di tutti i giorni, dona controllo e forza interiore”. Ma oltre a frequentare i corsi del Maestro, gli allievi hanno anche approfondito diversi aspetti culturali complementari alle arti marziali, come la medicina tradizionale e la meditazione.

Il maestro Shaolin con i suoi allievi
Il maestro Shaolin con i suoi allievi

Ma lo scambio è reciproco. Anche il Maestro, che è in Italia da dieci anni, conosce ormai bene le tradizioni, e ammette che festeggia due capodanni ogni anno: quello cinese e quello del calendario gregoriano, “il 31 dicembre festeggio, in palestra con i miei allievi!”.

Elisabetta Rossi
Fotogallery di Gma
(13 febbraio 2019)

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