Piccole danze tribali a Io come tu: la bellezza dell’accoglienza

 

Bambini e percussioni alla Falcone Borsellino- foto di Giada Stallone

Nelle prime ore della mattina del 21 maggio l’Istituto Comprensivo “Falcone-Borsellino” di Via Reggio-Calabria di Roma pullulava di bambini che, a ritmo di percussioni e con estrema vivacità, si sono cimentati nella riproduzione di danze e canti africani. È avvenuto alla luce del progetto “Io come tu… la bellezza dell’accoglienza” che ha visto partecipi i bambini di quattro classi della Scuola dell’infanzia e due classi della Scuola Primaria. La giornata si inserisce nella “Settimana della Legalità” durante la quale, ogni anno e da diversi anni, vengono promosse attività con tematiche differenti.

La musica come lingua universale

I bambini hanno avuto la possibilità di partecipare ad alcuni incontri con il percussionista Ismaila Mbaye, giovane e raggiante senegalese residente in Italia da 12 anni, che ha seguito il percorso didattico insegnando loro il canto “AIWA”. Il canto, accompagnato da varie danze, è stato presentato dai bambini durante la giornata conclusiva del progetto.
“Io credo che la musica sia la prima lingua di ogni popolo. In questo periodo in Italia, si respira un clima decisamente negativo e quindi bisogna sensibilizzare i bambini per fargli capire che l’unione tra le culture può arricchire vicendevolmente. Attraverso la musica si può comunicare e la comunicazione fa parte della dimensione sociale dell’uomo. I bambini sono il nostro futuro e sono speciali perché non covano rancore e negatività”. Ismaila spiega come il suo lavoro con i bambini nasca da un lavoro personale di cooperazione con bambini con problemi di comunicazione i quali, dopo percorsi di musicoterapia, sono passati dal non comunicare ad interagire tra loro e con gli altri, cantando e danzando. “È questo il miracolo della musica ed è questa la mia missione. Mi piacerebbe lavorare ancora nelle scuole e introdurre i più piccoli a culture diverse dalle loro, per conoscersi meglio e per non avere paura del diverso”.

L’esperienza didattica

L’attività didattica, prima dello spettacolo finale, ha visto le insegnanti impegnate nel proporre alle classi la storia di Kirikù “un bambino di piccole dimensioni ma capace di avere un grande coraggio”: è stata raccontata la storia, sono stati eseguiti disegni e lavoretti, è stato proiettato il film ed infine i piccoli si sono cimentati nella danza.
“Siamo contenti perché pensiamo di aver raggiunto il nostro obiettivo. Ismaila ha portato i valori positivi dell’Africa e con la sua sonorità, con i suoi ritmi ha introdotto il tema dell’integrazione e della conoscenza reciproca in termini di accoglienza e pace. I bambini sono stati entusiasti. Inoltre, abbiamo visto svolgersi uno straordinario coordinamento trasversale tra le classi della Primaria e della Secondaria. C’è stata una cooperazione tra bambini di età ed origini diverse, tra bambini e maestre, tra maestre e Ismaila. Questo è il primo anno che proponiamo questo progetto tematico e ci auguriamo possa essere l’inizio di una buona pratica annuale” aggiunge la maestra Elena Sparacio che insieme alla maestra Carmela Valentini sono state le referenti dell’iniziativa “Io come tu…il tema dell’accoglienza” della Scuola dell’Infanzia e della Scuola Primaria.

“È importante porre attenzione all’educazione ai valori come l’accoglienza e lo stare insieme che tengono insieme la società” spiega Cinzia di Palo, dirigente dell’istituto, che conclude l’incontro ringraziando tutti coloro che ne hanno reso possibile la riuscita: il personale A.T.A., i collaboratori scolastici nonché le maestre, i genitori, Ismaila Mbayle, ma soprattutto i bambini.

Giada Stallone
(21 maggio 2019)

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