A “Letture d’Estate” canti e balli con i ragazzi migranti

La musica supera le barriere e le differenze. La musica è un invito a mettersi in sintonia, ad andare tutti allo stesso ritmo. La musica per ballare, ognuno come sa e come può per divertirsi e per stare in armonia.

Il filo rosso della musica è stato l’ingrediente che ha fatto la differenza venerdì scorso alla serata organizzata dalla Rete locale per i diritti, l’accoglienza e l’integrazione dei rifugiati e migranti, composta da organizzazioni no – profit come Amnesty Lazio, Emergency, Baobab Experience, Piuculture, Medici Senza Frontiere, Rete Scuole Migranti, Prime, Comunità di Sant’Egidio, Liberi Nantes, Civico Zero solo per citarne alcune. L’iniziativa aveva lo scopo di sensibilizzare, con quanta più “leggerezza” fosse possibile,  vista la stagione, il pubblico dell’estate romana sul grande tema della tutela dei diritti umani, messi a repentaglio in Italia dalle leggi xenofobe del ministro dell’Interno.

Nei giardini di Castel S. Angelo, magnifica quinta teatrale dove si è svolto l’evento, nell’ambito dell’iniziativa Letture d’estate, ai momenti più intensamente drammatici con le testimonianze dei migranti che hanno raccontato alla giornalista del tg3, Francesca Lagorio, le loro esperienze di viaggio, si sono alternati balli e canti a “tema” che hanno coinvolto tutto il pubblico in un’atmosfera di energia positiva.

Primi a esibirsi i minori non accompagnati di Civico Zero in un rap scatenato
Francesca Lagorio del Tg3 e una giovane fuggita dal Venezuela dalla dittatura di Maduro
Ismaila Mbaye, il maestro percussionista che usa la sua musica per parlare di pace e armonia tra i popoli
Un momento del concerto sullo sfondo di Castel S.Angelo
Ismaila di fronte allo stand di “Più Culture” con lo staff e le “artiste resistenti”
I ballerini della Lindy Hop Performance – Spirit of Sant Louis Roma hanno fanno ballare il pubblico a tempo di swing
La serata è proseguita con il reading di poesie lette scritte in lingua madre dai migranti e lette da alcuni attori. Qui Paola Minaccioni con Ibrahim.
La cantante di origini senegalesi nata a Parigi, Aiwa Ly
Un frame del trailer di “sembra mio figlio”interpretato da Dawood Yousefi fuggito a 17 anni dall’Afghanistan e approdato al festival di Locarno
Il catering con lo staff di Gustamundo

In chiusura il videomessaggio del neo europarlamentare, Pietro Bartolo che è stato eletto  vicepresidente della Commissione europea Libe, che si occupa di migrazioni.   “Un bel segnale – ha detto Bartolo – in un momento in cui registriamo un preoccupante vento nostalgico di un passato che invece deve rimanere tale”.

Francesca Cusumano
(17 luglio 2019)

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