Chi sono le sardine di Roma e perché scendono in piazza

Sono uomini e donne, italiane di nord e di sud, straniere dall’Europa orientale all’Africa settentrionale, sono giovani ma anche nel cuore della terza età. Le sardine di Roma sono già oltre 130 mila e si stanno preparando a popolare il mare della Capitale sabato 14 dicembre, partendo da piazza San Giovanni. L’appuntamento è alle ore 15 con lo slogan #Romanonabbocca e una raccomandazione: non portare bandiere o simboli di partiti e associazioni.

Chi sono le sardine di Roma e perché scendono in piazza

I banchi di sardine sono partiti da Bologna e arriveranno presto fino a New York: quattro ragazzi Giulia, Andrea, Roberto e Mattia hanno invitato i bolognesi sui social a radunarsi in piazza Maggiore il 14 novembre per dare un segnale contrario alla presenza di Matteo Salvini, leader della Lega, in città.

Cari populisti, lo avete capito. La festa è finita.
Per troppo tempo avete tirato la corda dei nostri sentimenti. L’avete tesa troppo, e si è spezzata. Per anni avete rovesciato bugie e odio su noi e i nostri concittadini: avete unito verità e menzogne, rappresentando il loro mondo nel modo che più vi faceva comodo. Avete approfittato della nostra buona fede, delle nostre paure e difficoltà per rapire la nostra attenzione. Avete scelto di affogare i vostri contenuti politici sotto un oceano di comunicazione vuota. Di quei contenuti non è rimasto più nulla. […]
Siamo già centinaia di migliaia, e siamo pronti a dirvi basta. Lo faremo nelle nostre case, nelle nostre piazze, e sui social network. 
Nel manifesto “Benvenuti in mare aperto” i quattro organizzatori hanno spiegato le ragioni che li hanno spinti a chiamare a raccolta, stretti come sardine, i loro concittadini. Obiettivo da raggiungere? Superare le 5.570 persone, capienza massima del PalaDozza, da cui è partita la campagna elettorale della Lega per le Regionali del 26 gennaio 2020.
In due settimane, di città in città, le sardine si sono moltiplicate in maniera esponenziale: sono 37 gli appuntamenti già fissati in tutta la penisola, e oltreoceano.

Sono una sardina perché…

L’ultimo appuntamento in calendario è nella capitale. Virtualmente si sono già radunate quasi 131.000 persone. Tra questi c’è anche chi ha aderito per curiosità, ma resta cauto nell’abbandonarsi all’entusiasmo per il nuovo movimento, ma la maggior parte ha voglia di far sentire la propria voce.
Chi sono, italiani o stranieri, e perché scendono in piazza le sardine di Roma?

Jacopo, 30 anni, sono una sardina perché voglio che la politica di ogni colore torni a giocare secondo le regole originali dettate dalla costituzione antifascista: lontano da populismi, sovranismi e ingerenze.

Veronica, 27 anni, sono una sardina perché credo in ogni forma di libertà dell’individuo – purché non limiti quella dell’altro – e Salvini rappresenta tutto ciò che va contro questo mio principio. Non è lui di per sé il problema chiaramente, ma mi spaventa la “sua” abilità nell’utilizzare mezzi mediatici che sappiano accattivare le masse, perché portatrice di un pensiero totalmente intollerante e fuorviante a cui viene dato credito da persone stanche e impoverite che cercano un capro espiatorio.

Ivan, 34 anni, sono una sardina perché “bella ciao” non é una canzone di sinistra, perché l’antifascismo é un valore che dovrebbe appartenere a tutte le forze dell’arco costituzionale, perché c’è bisogno di riportare ad interessarsi di politica tutti quelli delusi dal sistema o che non votano più perché “tanto a che serve”. Perché serve un movimento che riporti il dibattito pubblico ad un livello civile, che recuperi i delusi dal sistema e dalla politica e che risvegli la coscienza dei cittadini di questo paese.

Marica, 29 anni, sono una sardina perché intorno a me non vedo diversità ma ricchezza, sono stanca di vedere la nostra parte umana messa in disparte

Pierfelice, 74 anni, sono una sardina perché sono curioso. Ritrovarsi insieme è importante, poi però deve venir fuori una proposta capace di aggregare: bisonga passare dalla protesta alla proposta con quelle 3 o 4 idee cardine da lanciare sulla cresta dell’onda, perché l’onda, salendo con il suo impeto pacifico, sia capace di imporre un momento di svolta reale. È emblematico che si sia creato immediatamente il contraltare alle sardine i “pinguini”, che la pagina delle sardine sia stata bloccata per una giornata dai professionisti della tastiera. A mio avviso più che cantare, dovrebbero leggere ad alta voce la Costituzione perché a mio avviso i “pinguini” di Costituzione non ne mangiano affatto.

Moez, 38 anni, sono una sardina perché sono con le lotte dei giovani che partono del basso per un società antirazzista, per tutti.

Nadia, 29 anni, sono una sardina perché sono contro la retorica dell’odio e sono antifascista, voglio che le persone tornino ai valori umani, alla condivisione e all’accettazione del diverso.

Tommaso, 56 anni, sono una sardina perché l’iniziativa ha risvegliato in me la voglia di recuperare quelli che molti considerano valori obsoleti:

Prendere la parte di chi ha meno forza e meno voce;
Sapere che la salute, l’istruzione, la sicurezza non possono essere affidati al mercato;
Lasciare il pianeta meglio di come l’abbiamo trovato perché non abbiamo il diritto di distruggere quello che non è nostro;
Riconoscere che al bambino figlio di immigrati che è nato oggi e che vivrà fra noi e che sarà compagno di classe dei nostri figli, dobbiamo dirgli chi è: lui è un italiano.

Louana, 33 anni, sono una sardina perché provengo da un paese che combatte da sempre nelle piazze, quindi per un futuro migliore andiamo tutti a protestare!

R.D.
(27 novembre 2019)

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