Cittaperta: una scuola di italiano per stranieri a Roma

Una scuola di italiano per stranieri a Roma, al quartiere Don Bosco, in mezzo alla piazza dei Decemviri. Lì c’è un vecchio ambulatorio di strada, intestato al medico Giovanni, ben conosciuto dagli abitanti della zona, che in lui trovavano umanità e un aiuto competente sulle malattie della povertà. Qui ha preso sede Cittaperta, una nuova associazione di volontariato nata nel 2019, che in questi giorni ha aderito alla Rete Scuolemigranti. L’anno scorso ha usufruito di uno spazio nella sede del Municipio 7, che accoglieva varie associazioni culturali oltre alla scuola di italiano di Cittaperta. Poi il municipio ha mandato via tutti per allargare lo spazio degli uffici Anagrafe, chiudendo uno spazio prezioso per le iniziative sociali del quartiere.

Non solo lezioni di italiano per stranieri a piazza dei Decemviri

La struttura in lamiera è dell’associazione Condividi ed è qui, come in una bambola matrioska, che Cittaperta ha allestito due piccoli ambienti per la scuola di italiano per stranieri, la segreteria e lo sportello sociale.

La mattina si tengono quattro classi di italiano, dal livello A0 al B1, con le insegnanti volontarie Claudia Costa che abita a Centocelle e Francesca Stotani, studentessa di medicina che qui viene da Valle Aurelia. Una quindicina gli allievi che provengono da Bangladesh, Cina, Paraguay, Colombia, Brasile, Iran, Russia, Ucraina e Corea del Sud, tra loro, soprattutto le donne, chiedono di aprire anche un doposcuola.

Servizio di accompagno negli uffici pubblici

Altri due volontari, Pino Rossi e Angelo Patriarca, gestiscono lo sportello gratuito di prossimità. “La nostra specialità è accompagnare ai servizi”, dice Angelo, “molte famiglie, in particolare le donne, hanno bisogno di entrare negli uffici accompagnati da noi. Pino ed io fungiamo da mediatori, io sono solo un cittadino attivo che ha imparato facendo, Pino però è insegnante di sostegno in una scuola, possiede competenze di mediazione sociale e sanitaria riconosciute”.

In questi giorni di fine febbraio Angelo andrà in municipio per conto degli occupanti del palazzo Selam: le donne hanno segnalato ambienti al piano terra ingombri di mobili abbandonati e di immondizie che andrebbero affidati all’Ama per creare spazio utile alle attività sociali.

Nel Municipio 7 le scuole accolgono i bimbi stranieri

I volontari dicono che nel Municipio 7 non incontrano difficoltà di inserimento a scuola dei bambini neo arrivati, forse proprio perché lo sportello sociale accompagna personalmente i genitori, potenziali allievi della scuola di italiano per stranieri. Ma c’è un problema soprattutto per coloro che arrivano da Corno d’Africa, Sudan e Bangladesh, hanno degli operatori telefonici non riconosciuti dalle poste italiane. “La prima difficoltà, racconta ancora Angelo, è ottenere in posta l’ID (Identità Digitale), necessaria per l’iscrizione online. Usiamo il nostro cellulare per ricevere la password online e procedere all’iscrizione. I rapporti con le scuole sono ottimi, la più accogliente è l’IC Stabilini che ha una preside molto attiva, ma non abbiamo difficoltà neppure all’IC Messina e all’IC Raffaello”.

Paola Piva Toniolo
(18 febbraio 2020)

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