Il 1° maggio di Piuculture, articoli per celebrare i lavoratori

Festa dei lavoratori: i pezzi di Piuculture per celebrare il 1°maggio
(Giuseppe Pellizza da Volpedo -Il Quarto Stato)

Un 1° maggio particolare quello di quest’anno. La storica celebrazione delle lotte per i diritti dei lavoratori, riconosciuta ufficialmente durante il Congresso di Parigi nel 1889 e ratificata in Italia due anni dopo, non potrà essere festeggiata come consuetudine in piazza o per strada.

Lavoro ed immigrazione sono da sempre due discorsi interconnessi, spesso le motivazioni delle partenze sono dettate dall’esigenza di trovare soluzioni lavorative che permettano il miglioramento della vita. Paradossalmente, accade che il lavoro stesso le peggiori perché laddove la legge ed i diritti dell’uomo vengono ignorati le condizioni alle quali lavoratori stranieri e non devono sottostare possono mettere in pericolo la loro  vita: dagli orari non rispettati alla paga bassa, dalle inesistenti condizioni igienico alle mancate associurazioni sui luoghi di lavoro. La redazione di Piuculture vuole celebrare la ricorrenza del 1° maggio con una raccolta di pezzi accostati agli articoli fondamentali della Costituzione che stabiliscono le condizioni inderogabili da rispettare a favore dei lavoratori.

Art.1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

7° Rapporto sull’economia dell’immigrazione: Ecco perché gli stranieri non rubano il lavoro

Art. 28

I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.

La precarietà dei lavoratori stranieri nella crisi coronavirus

Art.35

La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.
Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori.
Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro.
Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell’interesse generale, e tutela il lavoro italiano all’estero.

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Art.36

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa.
La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.
Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.

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Art.37

La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.
La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato.
La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità della retribuzione.

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Art.38

Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.
I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale.
Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.
L’assistenza privata è libera.

Convivere con il disturbo mentale? Si puo’ con l’integrazione e il lavoro quotidiano

Art.39

L’organizzazione sindacale è libera.
Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge.
È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica.
I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.

Iulian Manta, il sindacalista che tutela i rumeni

Art.40

Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano.

Maria, insegnante in sciopero della fame per lo ius soli: “In classe nessuna differenza”

 

Giada Stallone
(29 aprile 2020)

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