Premio Amnesty, Voci per la libertà: Margherita Vicario

Si ripete anche quest’anno il contest “Voci per la libertà” il Premio di Amnesty International. Dal 2003 il Premio incorona gli artisti noti nel panorama nazionale che, attraverso la musica, hanno tentato di sensibilizzare il pubblico sulla tematica migratoria. Nella rosa dei candidati dell’edizione 2020 c’è anche Margherita Vicario, giovane e grintosa cantautrice che potrebbe aggiudicarsi la vittoria con “Mandela”. Il contest si concluderà con la premiazione del vincitore nell’ambito di “Voci per la libertà, una canzone per Amnesty”  in programma dal 17 al 19 luglio a Rosolina Mare in provincia di Rovigo. Nel frattempo, Margherita racconta la sua canzone.https://www.youtube.com/watch?v=A1GnILhQR7g

Mandela, multietnicità in chiave pop

Mandela è una canzone pop che da uno spaccato di vita personale affronta una questione più ampia. Il Mandela della canzone è lo straniero che durante le ore notturne sostituisce il benzinaio per portarne avanti il lavoro e con cui Margherita instaura un incontro ritualistico. Non è sempre lo stesso ma tanti e diversi lavoratori invisibili, dall’accento straniero, che abbozzano sorrisi e qualche battuta. Nella strofa che precede il ritornello l’autrice riprende in maniera simpatica frasi di circostanza che il Mandela di turno le rivolge:

Buongiorno, signorina, ma quanto sei bela, miscela?Lascia mancia, cosa fai stasera?Ti darei un morso, sembri una melaAggiungo cannella, nu poco di zucchero e buto in padelaPiacere Mandela!

Dall’esperienza personale all’esperienza di tutti

Mandela nasce da un’esperienza personale e parallelamente da una riflessione più ampia, è un tema che riguarda tutti. Ho vissuto nel quartiere di Roma Esquilino, emblema di multietnicità, in un periodo in cui si parlava di invasione straniera. C’era un accanimento negativo spropositato sulla questione migratoria” racconta Margherita. Ho voluto affrontare in modo leggero una questione molto spinosa, non senza il timore di sembrare troppo buonista.La candidatura al Premio di Amnesty è stata inaspettata ma accolta con enorme entusiasmo. “Mandela è una canzone molto provocatoria, quasi da cattiva ragazza, nella quale non manca qualche parolaccia”. Il brano infatti è introdotto da un racconto sul suo rientro a casa dopo una festa, di notte, con un tassista che non rispetta l’obbligo di attendere il suo ingresso all’interno dell’abitazione. “Anche quello spaccato serve a definire il contesto all’interno del quale si colloca un tema che vivo e viviamo tutti quotidianamente”.

I feedback del pubblico

La canzone ha riscosso un particolare successo seppur lanciata solo l’anno scorso. I feedback del pubblico sono per la maggior parte positivi ma non è mancata qualche critica al testo. Una conferma del fatto che forse il messaggio della canzone sia riuscito ad arrivare anche alle orecchie di chi è indifferente al tema. Molti i messaggi di ringraziamento anche da ragazzi di seconda generazione che si sono sentiti in parte protagonisti del brano.

Premio Amnesty Internazional Italia, Margherita Vicario con “Mandela”
La canzone si conclude con il motivetto del ritornello – Manila, Praga, Tirana, nasci in Angola – al quale l’autrice aggiunge “muori in Padania”. Una chiara provocazione che Margherita definisce una graffiata finale. È immediato chiedersi se abbia o meno ricevuto delle critiche per una dichiarazione così esplicita, dubbio al quale risponde dicendo che “certamente chi ha ascoltato tutta la canzone non ha aspettato la frase finale per carpirne il messaggio”.

Sorridi Mandela, è questo il tuo posto

Margherita non si definisce un’attivista ma una cantautrice e la sua intenzione iniziale non era quella di scrivere un brano che si ergesse a canzone dei diritti. “Sono molto felice del successo di Mandela, nonostante l’idea di partenza fosse semplicemente quella di raccontare un aneddoto personale, avvicinandomi ad una questione più grande. Ho scoperto molti aspetti nuovi solo quando il pezzo era già fuori ma è una cosa che spesso accade. È una canzone schierata, lo sapevo, ma solo dopo la diffusione ho scoperto livelli di lettura diversi”.“Credo che questo sia ancora il posto adatto a Mandela – come recita la canzone – altrimenti non lo avrei sostenuto in prima persona. Vorrei che tutti coloro che sono costretti a vivere in un posto lo facessero sentendosi accolti”.Infine, da ex residente del quartiere del mondo, Margherita non può che consigliare di andare al cinema Apollo 11 nei pressi di Piazza Vittorio, di provare la cucina dei vari fast food indiani del quartiere, ma sopratutto di non interferire nelle tante partite di cricket giocate per le strade dai cittadini bangalesi perchè “è una cosa più che seria”.

Giada Stallone(17 maggio 2020)

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