Estate in musica con la playlist di Piuculture

L’estate è arrivata e con essa la voglia di divertirsi e viaggiare. Dal Brasile alla Giamaica, dal Mali al Sudafrica fino al Giappone e per finire all’Europa, Piuculture propone una selezione di brani da tutto il mondo per una playlist molto speciale.
Buon ascolto!

🇧🇷 Brasile: Dona Onete – Festa do Tubarão

A quindici anni cantava canzoni della musica tradizionale ma ha inciso il suo primo album a 73 anni. Ha insegnato storia e studi amazzonici, conducendo ricerche sulle danze e sulle tradizioni della regione e contribuendo alla preservazione della musica e dei costumi tradizionali. Tutto questo, e molto più, è l’82enne Dona Onete.

 

🇨🇴 Colombia: Systema Solar – Yo Voy Ganao

Sistema Solar è un collettivo di artisti della regione colombiana del Caribe. Il loro stile, definito “Berbenautika”, fonde ritmi tradizionali come “Fandango”, “Champeta” e “Bullerengue” con hip hop, house, techno e breakbeat.

 

🇧🇿 Belize: The Garifuna Collective – Hamala (Let Him Fly)

Un collettivo di musicisti di diverse generazioni che suonano e viaggiano insieme per il mondo. Le loro esibizioni, in oltre 30 Paesi, esaltano la storia e la cultura garifuna, la cui lingua in passato ha subito la discriminazione degli europei ed è tuttora in pericolo di estinzione.

 

🇯🇲 Giamaica: Stephen Marley – Hey Baby

Figlio di Bob Marley, il musicista giamaicano Stephen Marley inizia la sua carriera a soli 7 anni come membro della band Ziggy Marley and the Melody Makers. Da allora ha vinto sette Grammy Award, di cui tre da solista.

 

🇲🇱 Mali: Songhoy Blues – Worry

“Songhoy Blues ha sempre parlato di resistenza. Abbiamo fondato il gruppo durante una guerra civile, di fronte a un divieto musicale, per creare qualcosa di positivo dalle avversità”, afferma Aliou Toure, cantante del gruppo rock maliano nato dal rifiuto, dieci anni fa, della sharia. La band si è infatti formata a Bamako, in Mali, dopo che i componenti sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni durante il conflitto civile cominciato nel 2012.

 

🇩🇯 Gibuti: Groupe RTD – Raga Kaan Ka’Eegtow

A Gibuti, Groupe RTD suona una miscela cosmopolita di Africa orientale e mondo arabo. La musica somala, il funk del Mar Rosso, l’Ethiojazz, il dub e il reggae risuonano tutti assieme in un mix di stili eccezionalmente versatile.

 

🇿🇦 Sudafrica: BCUC – Yinde

Bantu Continua Uhuru Consciousness (BCUC) è una band di Soweto. Formatasi nel 2003, canta in tutte e 11 le lingue ufficiali del Sudafrica attraverso uno stile inconfondibile, descritto come “pop afro-psichedelico”.

 

🇯🇵 Giappone: 幾何学模様 (Kikagaku Moyo) – Kodama

Con un suono caratteristico che riesce a fondere musica tradizionale giapponese, musica indiana e rock psichedelico, i Kikagaku Moyo, nome traducibile in “motivi geometrici”, sono divenuti ben presto una delle band giapponesi più acclamate al mondo.

 

🇧🇬 Bulgaria: Le Mystere des Voix Bulgares – Ergen Deda

Creato per la prima volta nel 1952, Le Mystère des Voix Bulgares è un ensemble che esegue arrangiamenti moderni di melodie popolari tradizionali bulgare. I cantanti vengono scelti dai villaggi di campagna per la bellezza delle loro voci e studiano in maniera approfondita uno stile di canto unico al mondo e secolare.

 

🇲🇰 Macedonia: Džambo Aguševi Orchestra – Shukri Dvojka

La Džambo Aguševi Orchestra è una banda di ottoni della Macedonia che riesce a fondere assieme musica tradizionale balcanica, gitana e turca ad influenze pop, swing e jazz. L’Orchestra è oggi considerata una delle migliori sulla scena balcanica ed è apprezzata in tutto il mondo.

 

🇮🇹 Italia: MaTeMusik band & crew – Come te

MaTeMusik band & crew è un collettivo di musicisti e ballerini nato nel 2010 all’interno dello Spazio Giovani e Scuola d’Arte MaTeMù. Dopo aver rilasciato il singolo “Come te” oggi lavorano assiduamente al loro primo album, di prossima pubblicazione.

 

🇷🇺 Russia: Yat-Kha – Karangailyg Kara Hovaa (Dyngyldai)

Yat-Kha è una band di Tuva, dove la Siberia incontra la Mongolia. La musica dei Yat-Kha è un misto di rock e di musica tradizionale tuvana, con il caratteristico canto di gola noto come “kargyraa”. Il nome “Yat-Kha” si riferisce a una piccola cetra dell’Asia centrale, simile allo yatga mongolo e al guzheng cinese.

 

Vincenzo Lombardo
(7 luglio 2021)
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