Festa di fine Ramadan nelle parole di Souraya

Eid Mubarak è la frase di augurio che risuonava ieri, 2 maggio,  ovunque si trovassero gruppi di fedeli musulmani riuniti per celebrare la fine del Ramadan. Eid Mubarak, buona festa, dopo il mese di aprile dedicato a un percorso di purificazione in cui si prega e dall’alba al tramonto bisogna astenersi dal cibo, dall’acqua, dai rapporti sessuali e da azioni impure.

Ramadan: le parole di Souraya, ragazza egiziana di seconda generazione

“In Egitto si va alla mosche all’alba, una volta sola, mentre qui in Italia, poiché vi è un grande aflusso, si svolgono più appuntamenti di preghiera al mattino. Oggi a Roma alla Grande Moschea si sono tenute due preghiere, una alle 8.30 e l’altra, quella alla quale ho partecipato, alle 9.30” a parlare è Souraya, 27 anni, è una ragazza egiziana di seconda generazione che vive e lavora a Roma.
Per tutti i fedeli il Ramadan è un periodo bello ma anche impegnativo. Il giorno che segue la fine al Ramadan è perciò considerato a tutti gli effetti una grande festa. É il momento più bello di tutta la festa perché incontriamo tante persone della nostra comunità. Un appuntamento tacito, ci ritroviamo tutti in Moschea”.
Nella giornata di fine Ramadan la mattina i fedeli fanno colazione – solitamente il digiuno si rompe con tre datteri, acqua  e latte –  vanno alla moschea ad ascoltare il sermone e poi escono in piazza per scambiarsi gli auguri. “Abitualmente vivevo per intero la giornata di festa e andavo a pranzo con gli amici, ma quest’anno non è stato possibile a causa del lavoro”, la fine del Ramadan non è una festività riconosciutà in Italia anche se i fedeli musulmani sono più di un milione e 500mila.

Ramadan: non solo digiuno, ma astenersi dal compiere peccati

In questo giorno speciale ci si veste in maniera elegante, proprio come si addice per un occasione importante. “Questa è una festa, ci vestiamo bene, con gli abiti nuovi. Una attenzione speciale in questo senso si ha nei confronti dei bambini ai quali si fanno anche regali”.
Ma osservare il Ramadan non implica solo fare il digiuno racconta Souraya “Non è facile osservare il Ramdan. Non si tratta solo di rinunciare al bere e al mangiare. L’obiettivo è astenersi anche dalle cattive abitudini. Il digiuno completo si ha quando non fai i peccati che compi di solito. Ad esempio,  durante il Ramadan non è una buona cosa litigare con le persone”.
Come ogni celebrazione e momento collettivo, ogni persona singolarmente dà dei propri significati, che sono personali “Nel mio caso ad esempio non riesco purtroppo a empatizzare molto con i tanti clochard che vedo dormire nelle strade di Roma. Facendo il Ramadan cerco di avvicinarmi, di provare a capire queste persone, che sono meno fortunate di noi. In questo periodo penso di più a loro”.
Poi Souraya racconta che esistono delle differenze con le quali si celebra questo periodo di festa nei diversi paesi di fede musulmana, e queste variazioni riguardano perlopiù le pietanze, “I marocchini ad esempio appena tramonta il sole interrompono il digiuno con una colazione. Fanno la preghiera e poi, una volta giunti a casa, mangiano nuovamente. Stavolta un pasto completo con primo e secondo. Invece noi egiziani, i siriani, i palestinesi mangiamo direttamente, senza passare da un pasto intermedio. Credo che sia più salutare come fanno i marocchini, ma ormai sono abituata diversamente”.

Souraya in abiti eleganti
Souraya in abiti eleganti alla Grande Moschea durante il giorno di fine Ramadan

Ramadan: dopo la pandemia, si ritorna a pregare in Moschea

Dopo due anni contrassegnati dal Covid, questo è il primo anno nel quale i fedeli hanno potuto festeggiare il Ramadan come da tradizione. “Erano due anni che non andavo a pregare in Moschea per il giorno di fine Ramadan. A dire il vero erano due anni che non andavo in Moschea nemmeno per l’Iftar i giorni del Ramadan, cioè quando al tramonto, dopo la preghiera, si interrompe il digiuno. Invece quest’anno gli ultimi due giorni di Ramadan io, insieme a delle mie amiche, abbiamo pure dormito in Moschea. Siamo state insieme fino all’alba, abbiamo pregato e chiaccherato, è stato bellissimo.”
Nonostante Souraya abiti vicino alla moschea di Centocelle quest’anno ha deciso di andare alla Grande Moschea “Mi piace tanto andare lì. C’erano tantissime persone, lo spazio molto ampio della Grande Moschea si è riempito per ben due volte. Quando sono arrivata per la preghiera delle 9.30 c’era una grande folla che usciva e anche al termine della preghiera alla quale ho partecipato c’era ancora molta gente tanto che mio zio sperava che l’imam, alla vista di tutta quella folla, facesse anche una terza preghiera, è stata magnifica giornata di festa”.

Ramadan nei paesi a maggioranza musulmana

In Egitto e negli altri paesi a maggioranza musulmana solitamente in questo giorno di festa si fa il giro delle case per incontrare i parenti e si portano i regali ai bambini.  Di solito noi abbiamo famiglie numerose, perciò per fare giro delle case si può impiegare l’intera giornata. Noi, dall’Italia, ci limitiamo a chiamare i parenti.”
Anche per questa ragione, Souraya vorrebbe festeggiare il Ramadan nel suo paese, in Egitto: ” Ho vissuto in Egitto per 5 anni, quando ero bambina. Vorrei troppo fare il Ramadn là. Vedo i  video su Instagram, la è proprio come fosse Natale. Qua per la maggioranza delle persone è un  giorno normale. Ho visto delle foto del Cairo, è come fosse piazza della Repubblica  e via Nazionale piena zeppa di persone chine a pregare. La Moschea si è riempita, così come tutte le piazze e le vie intorno. Da tantissimo tempo non vado e vorrei vivere questa esperienza”.

Marco Marasà

03/05/2022

Leggi anche: