“Vogliamo raccontare i Rom in modo diverso, abbattere le barriere, cambiare la narrazione”.
“Ma anche raccontarci tra noi, smetterla di vergognarci di ciò che siamo. Siamo cresciuti all’interno di una società che ci ha discriminati e questo ci ha portato ad essere discriminanti verso la nostra stessa comunità. Dobbiamo trovare uno spazio di ascolto nostro, trovare ciò che abbiamo di bello”.
Queste considerazioni, emerse durante il dibattito che ha seguito il secondo spettacolo della rassegna Roma Heroes-Rewritten, Il mese dedicato al Teatro Rom Internazionale, sono significative per riassumere le motivazioni e le finalità che stanno alla base dell’iniziativa: indagare sull’identità del popolo rom in un momento di forte transizione anche per questa comunità, dare la parola ad una nuova generazione che rifiuta stereotipi e barriere.
Il mese dedicato al Teatro Rom Internazionale
“Questa rassegna propone sei appuntamenti che riuniscono compagnie e artisti provenienti da diversi Paesi europei che, attraverso il teatro, la musica, lo stand up e le tavole rotonde, vogliono restituire voce e spazio alla comunità Rom”, racconta Sebastiano Spinella, artista e attivista di Rampa Prenestina, l’Associazione di promozione sociale in scena con due spettacoli della rassegna.
Il lavoro di Spinella coi ragazzi di via dei Gordiani ha inizio nel 2002, con laboratori di musica, teatro di strada e circo. Nel 2018 l’incontro con la compagnia Ungherese Indipendent Theatre Hungary, composta quasi totalmente da artisti rom, gli permette di scoprire una realtà dinamica, molto diversa da quella italiana: artisti impegnati, preparati, attivi sul territorio con progetti di inclusione importanti, artisti che avevano dato vita ad una rassegna teatrale annuale che nel 2023 viene proposta anche a Roma e a Bucarest. “Insieme abbiamo creato una rete europea di artisti rom o vicini alla causa romaní. La rassegna che proponiamo quest’anno è un po’ più piccola rispetto alla prima edizione romana del 2023, ma abbiamo già ricevuto i finanziamenti per quella del 2026, che sarà molto più grande”.
Nuove generazioni rom: ricerca di identità
Gli spettacoli della rassegna vogliono dare voce soprattutto alle nuove generazioni che non solo rifiutano gli stereotipi, i luoghi comuni, il razzismo coi quali la comunità romaní è sempre stata identificata ed emarginata, ma che riconoscono al proprio interno una fase di transizione dove diventa importante capire ed ascoltarsi. Comprendere cos’è rimasto e cosa è andato perduto della storia e della cultura dei loro nonni e dei loro genitori, recuperare la lingua romanés, con radici nel sanscrito, che ancora capiscono ma che molti non sanno più parlare.
Nuove generazioni che cercano uno spazio diverso, non solo di espressione, all’interno della società e della città dove sono nati, “Rom-a”. Dove il desiderio di uscire dai campi istituzionali in cui sono relegati e di vivere il territorio come tutti gli altri non necessariamente si traduce con il desiderio di abbandonare la vita comunitaria.
La rassegna: Teatro, Musica e Stand Up
La prima sezione della rassegna, dedicata al teatro, è stata ospitata da Spin Time, lo storico presidio di Via Croce di Gerusalemme.
I primi due spettacoli, entrambi prodotti da Rampa Prenestina, KO SEM ME?/CHI SONO IO e ASPETTANDO BO, hanno portato in scena i laboratori teatrali realizzati dagli educatori con i giovani delle comunità di Via di Gordiani e di Via Di Salone, due campi istituzionali in totale abbandono.
Il teatro, nelle sue varie forme, è stato utilizzato dalle nuove generazioni per interrogarsi sull’identità, sulla lingua, sul futuro e sui pregiudizi dai quali è difficile liberarsi anche quando si cerca di “regolarizzare” la propria condizione.
Il terzo spettacolo, prodotto della Compagnia ungherese Indipendent Theatre Hungary, vuole invece restituire la corretta narrazione di un episodio realmente accaduto in Ungheria nel 1782, quando furono arrestati 150 Rom, alcuni anche torturati ed uccisi, accusati ingiustamente di omicidio e di cannibalismo. CANNIBALS è un omaggio necessario ad una pagina di storia dimenticata, il bisogno di riscrivere la rappresentazione di una minoranza etnica che continua a subire un forte antiziganismo.
Musica e cinema etnografico per il quarto appuntamento previsto il 20 novembre alle ore 18:00 presso il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Piazza Santa Croce in Gerusalemme 9/A, con la proiezione del film LALA di Ludovica Fales, la fisarmonica di Sebastiano Spinella e gli interventi musicali dei Musici del Teatro Rom.
Il film, ispirato ad una storia vera, racconta la generazione invisibile di Rom e Sinti di origine serba, nati in Italia ma intrappolati in un limbo burocratico e sociale, ai quali viene negato il diritto di cittadinanza nonostante siano di fatto italiani.
Dedicati al teatro Stand Up gli ultimi due appuntamenti della rassegna.
Il 23 novembre, presso LSA100celle, in scena il quartetto di attori senior con uno spettacolo di Stand Up Commedy, seguito da un dibattito animato dall’Associazione New Romalen e dalla Balcan Lab Orchestra di Federico Pascucci, composta da una ventina di musicisti, nella più pura tradizione di fiati balcanici con ispirazione macedone.
A chiudere la rassegna il 25 novembre, alla Carretteria Santa Libbirata, direttamente dalla Romania lo spettacolo GET UP ROMA, STAND UP del Collettivo Rom Femminista Giuvlipen, seguito da Dj set.
Per informazioni: rampaprenestina@gmail.com +39 3498428339
Link al programma completo
Natascia Kelly Accatino
(12 novembre 2025)
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