“Ogni anno, celebro la giornata della danza con format diversi, ci tengo a organizzare una giornata che regali a chi pratica la danza qualcosa di utile e di autentico, come fa, ad esempio, la medicina ayurvedica, di cui parliamo oggi, che le aiuti nel corpo e nella mente, non solo come danzatrici ma come persone” Racconta Ambili Abraham, ballerina e coreografa di origine indiana. “Ogni anno, cerco anche di creare un mix tra l’India e l’Italia. Specialmente nel tempo difficile in cui viviamo, ci tengo a realizzare un momento di condivisone, in cui si mescolino culture diverse.”
La danza Bollywood: filosofia di vita e benessere psico-fisico
L’evento organizzato da Ambili, fondatrice di ASDC Bollywood Dancers Italy, con il patrocinio della regione Lazio, del Comune di Roma Capitale ed il supporto dell’ambasciata dell’India, è la 5a edizione della giornata della danza Bollywood, che si svolge ogni anno il 30 aprile, in occasione della giornata internazionale della danza. “Dedicare una giornata alla danza Bollywood, vuol dire proporsi come un percorso di approfondimento che persegue un benessere universale e al tempo stesso d’inclusione, perché questa disciplina coinvolge molte persone, permettendo a tutti, giovanissimi e adulti, principianti ed esperti, di partecipare.” racconta ancora Ambili. “Quando insegno, ho donne di tutte le età, dalle adolescenti alle settantenni, ognuna di loro arriva a lezione con il peso di stress personale e mi chiedo come posso aiutarla. La danza è un momento di divertimento e di benessere, un momento in cui le donne si rilassano ma si riappropriano anche della consapevolezza di sé, della loro forza interiore.” dice ancora la bella e sorridente maestra, avvolta nel suo brillante abito da danza, prima di correre sul palco dell’ambasciata indiana.
L’emotional Make-up: un percorso di consapevolezza e autostima
Di fronte ad una platea di 50 donne, di tutte le età e di diverse nazionalità, sorridenti e colorate nei loro sari tradizionali, dopo i saluti dell’ambasciatrice, si è tenuta una conferenza di “Emotional Make-up” con Valentina Montalto. Valentina è una truccatrice che da ragazza voleva fare l’avvocato, poi ha capito che non era quella la sua strada. Ora, attraverso percorsi personalizzati di make-up e di skincare – di cura della pelle – accompagna le donne in un cammino di valorizzazione che va oltre l’estetica e tocca anche la sfera dell’autostima, della consapevolezza e del benessere interiore. “Sono qui perché la giornata di oggi parla di danza come consapevolezza di sé, di salute e di benessere, temi che trovano spazio anche nel mio lavoro. Il trucco è l’espressione di ciò che abbiamo dentro. Non esiste un trucco standardizzato che vale per tutte”, afferma con convinzione Valentina, “cerco di aiutare ogni donna a guardarsi nello specchio riscoprendo la propria autenticità, a piacersi e a valorizzarsi per quella che è.”
Il percorso imperiale per le vie di Roma con l’archeologa
La cultura e il benessere possano dialogare con lo spazio urbano, in modo discreto e raffinato, celebrando la bellezza di Roma. ”Si è scelto il percorso di Roma imperiale perché l’impero romano è universalmente riconosciuto come un crogiolo di culture, un vasto spazio dove etnie, fedi, lingue e tradizioni diverse si sono incontrate, scontrate e anche fuse nel corso dei secoli. Un luogo che ha incluso tante popolazioni diverse.” Spiega Emanuela Sarracino, archeologa e guida turistica, che ha accompagnato il variopinto gruppo femminile in un suggestivo itinerario, a piedi, dei luoghi più iconici della Roma antica e barocca. Le partecipanti, attraverso cuffie wireless, hanno ascoltato la narrazione storica e culturale della città, mentre attraversavano le trafficate vie di Roma, da via Veneto a Piazza Barberini, da via Quattro Fontane a via Cavour per poi, verso sera, imboccare via dei Fori Imperiale ed il Colosseo, ed arrivare, nell’ora dorata del tramonto, al Roseto comunale”. In questo giardino speciale, sulle pendici dell’Aventino, le danzatrici si sono attardate tra le varie tipologie di rose, lasciandosi riprendere dagli obiettivi dei fotografi, sorridenti e allegre, come scolarette in gita.
Le danzatrici si raccontano
Un po’ trafelate ma felici, lungo il percorso non sono mancati momenti di scambi di battute, occhiate, giochi tra amiche. “Sono nata in India ma sono stata adottata a 5 anni, vivo a Roma e frequento il liceo artistico” racconta Nila, che ora ha 17 anni. “Da qualche anno ballo e mi sono tanto appassionata alla danza Bollywood, mi fa pensare alla mio paese, perché ci manco da tanto. Grazie al ballo ho conosciuto altre ragazze indiane, anche loro adottate, ma anche ragazze italiane. Mi sono fatta tante amiche” afferma sorridendo, dietro al Kajal nero che le sottolinea lo sguardo. Liji è un’infermiera del Kerala, arrivata in Italia dal 1993, con il marito e le figlie “Ballo con Ambili ormai da 5 anni, prima non avevo mai pensato di poter ballare. Per me è stata una sorpresa, ed ho scoperto che sto bene e mi diverto molto. Ho acquistato fiducia in me stessa, grazie alla danza. Nel mio corso sono l’unica donna indiana, le altre sono tutte italiane ma siamo molto affiatate.” racconta Liji, sorridendo, mentre cammina avvolta in un sari a fiori, blu cobalto e rosa. Alessia ha 21 anni ed è nata e cresciuta a Roma, da genitori indiani del Kerela, che vivono a Roma da più di 30 anni. “Fin da piccola, ballo danza classica indiana, poi ho conosciuto Ambili ed ho cominciato a frequentare il corso di Bollywood. Mi piace molto danzare perché non imparo solo i movimenti del corpo, ma impegno l’emotività.” racconta Alessia, con un accento romano inconfondibile. “Mi sento 50 per cento indiana e 50 per cento italiana. La mia madre lingua è l’italiano, ma a casa mia si parlano entrambe le lingue, i miei genitori hanno voluto che conoscessi sia la cultura italiana che l’indiana.”
La medicina Ayurveda: il benessere come equilibrio di corpo e mente
Durante il percorso, il programma ha previsto una sosta presso il centro congressi di via Cavour, per l’incontro con la Dottoressa Nancy Joseph Myladoor, medico chirurgo, Ayurveda &Yoga Terapeutico, che ha introdotto le attente ascoltatrici ai principi dell’Ayurveda, spiegando l’importanza di equilibrare le energie vitali — Vata, Pitta e Kapha — per mantenere l’armonia tra mente e corpo. “La danza è il movimento dell’anima all’esterno; l’Ayurveda è la cura dell’anima all’interno.” Dice la dottoressa, con una tono di voce pacato, che sembra già trasmettere serenità.” La danza, tramite i movimenti del corpo stimola il sistema nervoso centrale che produce gli ormoni buoni come la dopamina e la serotonina. Mentre i movimenti che facciamo con lo sport impiegano una trentina di minuti, a produrre gli ormoni buoni, con la danza questa produzione è immediata. La scienza ha dimostrato che nella danza, con il solo movimento delle mani, si raggiunge il 60 per cento della capacità di incidere sul sistema nervoso centrale” afferma sicura la dott.ssa Nancy. Affascina il suo stile sobrio e la determinazione con cui diffonde le sue conoscenze. Le spettatrici ascoltano con attenzione i suoi consigli su come gestire lo stress e prevenire i disturbi quotidiani. “La medicina Ayurvedica non intende opporsi alla medicina moderna ma integrarla. L’ayurveda non è solo cura, è prevenzione ma è soprattutto uno stile di vita.”
La danza: momento d’inclusione tra culture diverse
A fine giornata, mentre sorride e scherza con le sue allieve, Ambili Abraham è soddisfatta e si lascia andare ad una confessione: “Mi piacerebbe poter coinvolgere di più la comunità indiana. Di solito è una comunità abbastanza schiva che tende a stare in disparte. Quando vedo arrivare, a questi eventi, le giovani ragazze indiane insieme alle loro coetanee italiane che, per partecipare, si fanno prestare dalle amiche indiane l’abito tradizionale, sono molto contenta. Vuol dire che ho raggiunto il mio obiettivo: ho realizzato un momento di condivisione e d’inclusione, se pure semplice, ho aperto una breccia nel dialogo tra le culture. Anche questo è il messaggio che veicola la danza, che celebriamo oggi.”
testo di Nadia Luminati
foto di Alessandro Guarino
(3 maggio 2026)
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