Quale futuro per i consultori? Parla la dottoressa Laura Anelli

I consultori, istituiti dalla L. 405 del 29 luglio 1975, sono servizi di prossimità multidisciplinari a tutela della salute della donna, del bambino, della coppia e famiglia, dal 1978 si occuperanno anche delle IVG.

Il TAR del Piemonte boccia la presenza dei pro-vita nei consultori

A seguito dell’emendamento all’articolo 44 del  DL sul PNRR nell’aprile 2024, che consente alle Regioni di coinvolgere le associazioni antiabortiste nell’ attività di supporto alle donne che chiedono di abortire, si torna a parlare dei consultori .
Il 2 luglio 2025  il TAR del Piemonte ha emesso la sentenza n. 1117 con cui si boccia la presenza della “Stanza d’Ascolto” gestita dall’associazione pro-vita Centro Aiuto alla Vita “G. Foradini” operativa dal settembre 2024 presso l’ospedale Sant’Anna di Torino. Un’eventualità altamente prevedibile.

Le associazioni antiabortiste nei consultori del Lazio?

Come sono andate le cose nel Lazio? “Non sono mai arrivati” è la risposta secca della dottoressa Laura Anelli, responsabile dei 12 consultori della ASL RM 1, “queste associazioni sono inutili, dovrebbero sapere che noi abbiamo già l’obbligo, come operatori sanitari e psicosociali, di fare tutta una serie di screening sulla donna per aiutarla a decidere sulla IVG. Nel consultorio la donna riceve l’assistenza del ginecologo, dell’assistente sociale e dello psicologo; non è che la donna arriva da noi e dopo mezz’ora si trova a fare l’interruzione di gravidanza, se una donna decide di abortire non sarà certo un piccolo ed illusorio sostegno economico offerto dal volontario dell’associazione abortista a farle cambiare idea, la quota di donne che abortiscono perché dicono io non ho i soldi per portare avanti questa gravidanza è minima; nei consultori facciamo tutto ciò che è previsto, non c’è bisogno di qualcuno che sia confondente”.

Consultori e maternità, un percorso gratuito

I consultori nascono proprio con l’intento di offrire assistenza sui temi legati alla maternità.  “Seguiamo la donna durante tutto il percorso di nascita” spiega la dott.ssa Anelli, “nel consultorio la donna può prenotare la diagnosi prenatale personalizzata a seconda dell’età, siamo noi a prenotare per lei tutti gli esami ed è tutto assolutamente gratuito. La maggior parte delle analisi prenatali vengono effettuate presso l’Ospedale Sant’Anna in Via Garigliano 55, dove tra l’altro ci sono delle apparecchiature all’avanguardia”.

Consultori e fecondazione assistita

Nei consultori le donne vengono seguite anche per quanto concerne il percorso della fecondazione assistita, il consultorio è sempre il punto di partenza, al Sant’Anna c’è un punto di primo livello, il secondo e terzo livello si fanno presso il San Filippo Neri. “C’è la possibilità di raccogliere gli ovociti delle donne che hanno delle problematiche particolari o patologie che impediranno loro in epoca giusta di poter avere un figlio”. Compito del consultorio è facilitare la vita delle donne.

Dalla gravidanza al primo anno di vita del neonato

“Le donne vengono accolte dall’ostetrica insieme al ginecologo, essere seguite nel consultorio ha portato tra l’altro, in linea con le linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità, ad una riduzione del taglio cesareo”, la dott.ssa Anelli va molto fiera di questo risultato ,“molte donne chiedono di fare il cesareo perché pensano che sia il modo migliore per partorire, mentre il taglio cesareo è un intervento vero e proprio, che comporta tutta una serie di effetti secondari”.

I consultori e l’accoglienza delle donne migranti

Tra coloro che usufruiscono dei consultori per quanto concerne il percorso maternità ci sono molte donne immigrate. Per quelle che non parlano italiano è a disposizione un servizio di intermediazione linguistica, “in 18 lingue” specifica la Dott.ssa Anelli “la donna deve prenotare e noi ci occupiamo di far venire l’intermediatrice”.  Un servizio valido soprattutto se a rivolgersi al consultorio è una donna migrante che vuole interrompere la gravidanza, o una minore che chiede un metodo contraccettivo, in quel caso “Siamo noi a chiedere la presenza della nostra mediatrice culturale, non vogliamo che la ragazza sia accompagnata da un’amica o un parente che potrebbero essere confondenti”.

Sintonizzare l’attività del medico di base con i consultori

Il lavoro dei consultori purtroppo non trova una sponda nei medici di base” dice la dottoressa Anelli “Noi siamo delle strutture ad altissima potenzialità, come tipo di offerta però siamo poco visibili; il nostro sforzo nei prossimi anni sarà proprio questo, aumentare la visibilità, in ogni distretto sanitario ci sono delle persone che si occupano proprio dei rapporti tra la medicina di base”.

L’importanza dello screening per  prevenire

Il collegamento con la medicina di base è uno dei punti dolenti della vita dei consultori, c’è disattenzione per quanto concerne la maternità ma “ce n’è una ancora superiore che è la disattenzione nei confronti degli screening”, il medico di base non sollecita la donna a fare prevenzione. “Nel consultorio si fa lo screening del tumore della cervice, della mammella e del colon retto e lo facciamo veramente molto bene”, si può accedere chiamando il numero verde o attraverso il portale smart della Regione Lazio. “Non sopporto il mantra che per fare una mammografia si deve aspettare più di un anno “dice la dott.ssa Anelli, “se c’è un’urgenza, si chiama il numero verde in 15 giorni la donna è entrata, ha fatto la mammografia, è già passato a un livello successivo”.

 

Le Regioni favolose e la concorrenza “sleale”, a volte, del privato

In Italia il panorama è variegato, dice Anelli, “Alcune regioni sono favolose, come il Veneto, l’Emilia-Romagna, garantiscono l’85% della copertura per quanto riguarda la prevenzione, nel Lazio copriamo il 45% delle mammografie, il 34% per il citologico e solo il 17% per lo screening del colon retto”. I motivi sono due: mancanza di visibilità e presenza del privato. Se la Regione reclama la necessità  del privato accreditato, la dott.ssa Anelli ne evidenzia la concorrenza sleale che, talvolta, offre “servizi a prezzi stracciati” con quello che ne consegue  mentre “noi nel pubblico non abbiamo nessun interesse”.

La consulenza per la contraccezione nei consultori

Senza dimenticare la prima funzione dei consultori, ovvero dare consulenza per la contraccezione. “A partire dai 13 anni le ragazze possono rivolgersi a noi, la pillola contraccettiva è gratuita dai 13 ai 21 anni, una gratuità che si avvale dei soldi stanziati nel 2022 dal Ministero della Salute – 10 milioni per l’assistenza territoriale – quando finiranno” dice Anelli “allora busseremo sperando di ottenere altri fondi “.

Adattare e diversificare le attività dei consultori

Allargare le competenze dei consultori rischiando di snaturarli? Di certo, si deve riflettere su come attualizzare questi enti. Per la dott.ssa Anelli le attività svolte dai consultori sono già tante e diversificate, “L’anno scorso abbiamo fatto a via Tagliamento 900 allattamenti, su 5400 nati in ASL Roma 1, noi ne abbiamo assistiti 2400” inoltre, “facciamo prevenzione della depressione post parto, si parte da un piccolo test, Test di Mooney, con due semplici domande si individuano le donne a rischio ed è stato creato un Day Hospital presso il San Filippo Neri”.

Quale destino per i consultori?

Malgrado l’ottimismo e i risultati ottenuti, i dati non sono confortanti, i consultori sono troppo pochi. Nel marzo 2025, è stato bocciato lo stanziamento di 6 milioni per estendere il programma nazionale di screening per il tumore della mammella. Nel 2023 circa 4,5 milioni di persone hanno rinunciato a visite o esami diagnostici, e per 2,5 milioni di queste i motivi economici sono stati la causa principale.

Livia Gorini
(31 luglio 2025)

Leggi anche:
Diritto all’aborto diritto europeo  
Le donne scendono in campo in difesa dei consultori
La salute è un diritto delle donne migranti