Pensione ai migranti: portare avanti battaglia comune

Sabato 15 novembre si è svolta la prima riunione del Comitato rete solidaria per diritti sociali di reciprocità. Tra le battaglie principali quella per il diritto alla pensione dei migranti
Sabato 15 novembre si è svolta la prima riunione del Comitato rete solidaria per diritti sociali di reciprocità. Tra le battaglie principali quella per il diritto alla pensione dei migranti

Sabato 15 novembre presso la sede del PD Parioli a Roma, si è tenuta la prima riunione del Comitato rete solidaria per diritti sociali di reciprocità, istituito il 16 ottobre per promuovere i diritti dei migranti peruviani in Italia e di quelli italiani in Perù attraverso accordi bilaterali tra i due paesi, da estendere in prospettiva agli altri stati sudamericani. Tra le lotte principali quella per la pensione, come ricorda Sofia Pasquino, avvocato e membro delle associazioni Cisal migranti e Bienvenidos paisanos: “In assenza di accordi bilaterali i lavoratori stranieri che non hanno raggiunto il minimo perdono tutti i contributi versati a fini pensionistici”. “Credo che un’ulteriore battaglia da portare avanti a livello cittadino sia quella per l’elezione dei consiglieri aggiunti” propone Carla Fermiarello, consigliera del Municipio II di Roma e presidente della Commissione politiche sociali ribadendo la disponibilità dell’amministrazione a collaborare per risolvere i problemi delle comunità migranti.

“L’Italia di oggi è un paese ostico attraversato da pulsioni irrazionali e ciò rende tanto più auspicabile per una comunità straniera essere in grado di presentarsi come soggetto unitario con una propria rappresentanza democratica”. A parlare è Enrico Calamai, diplomatico italiano che nel 1976 riuscì a salvare centinaia di argentini dal regime militare di Jorge Videla, evitando loro il destino di desaparecidos. Calamai racconta una storia avvenuta due anni prima all’ambasciata italiana nel Cile di Augusto Pinochet, quando 250 rifugiati – tra cui 40 bambini – riuscirono a vincere l’ostilità del governo cileno e l’indifferenza di quello italiano ottenendo il rimpatrio: “Un esempio di quello che può fare un sia pur piccolo gruppo sempre che riesca a muoversi politicamente”.

Angelo De Florio e Carlos Quiros di Villaggio Esquilino onlus raccontano i tentativi finora effettuati insieme ad altre associazioni per promuovere l’accordo bilaterale tra Italia e Perù. Susana Clavarino, esperta di comunicazione, ricorda che la prima battaglia in tal senso risale addirittura al 2004. Un invito alla cautela e all’impegno arriva da Francisco Leon, docente di matematica alla Sapienza: “Si tratta di richieste già avanzate da anni. Siamo noi che dobbiamo premere, ognuno deve dare il proprio contributo”.

Non mancano momenti di confronto anche acceso, tra rivendicazioni di paternità e appelli all’unità e all’apertura. La presenza di esponenti e associazioni di diverse comunità – da Omar Camiletti, rappresentante del Centro islamico culturale d’Italia – Grande moschea di Roma a Marguerite Lottin dell’associazione interculturale Griot a Mario Finzi di AssoUtenti – dimostra la vocazione al dialogo e alle sinergie del Comitato.

“Credo sia necessario passare dalle parole ai fatti”. Maria Cespedes è la presidente dell’associazione La polveriera Ecuador amazzonia, una donna peruviana che 12 anni fa spinta dalla passione per il calcio insieme ad amici ecuadoregni, colombiani e boliviani è entrata nel parco di Colle Oppio, dietro al Colosseo, ha raccolto le siringhe da terra, montato le reti e trasformato un luogo degradato in un punto di riferimento per la comunità sudamericana. Da tre anni nel parco si disputano con il permesso del comune tornei di calcio, basket e pallavolo da aprile a novembre, ai quali partecipano insieme ai sudamericani italiani, moldavi, marocchini. Anche questo è un esempio di quello che si può fare in gruppo, a patto di essere uniti.

Per essere aggiornati sulle iniziative del Comitato rete solidaria per i diritti sociali di reciprocità è possibile seguire la pagina facebook Per aderire al Comitato o ricevere informazioni è possibile inviare una mail a retesolidariaenroma@gmail.com oppure a bienvenidospaisanos@gmail.com

Sandra Fratticci (19 novembre 2014)

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