10 anni di Liberi Nantes: costruire l’inclusione con la palla al piede

Liberi Nantes Fest al campo di Pietralata
Liberi Nantes Fest al campo di Pietralata

Dal 18 al 20 maggio Roma regala ai cittadini un fine settimana di primavera, sono giornate giuste per festeggiare i 10 anni di Liberi Nantes al campo XXV aprile di Pietralata con sport, incontri, musica, teatro e spettacoli.

Le squadre nel campo XXV aprile
Le squadre nel campo XXV aprile

“Sono stati 10 anni faticosissimi” dice Alberto Urbinati, presidente dell’associazione, mentre nel campo si disputa il torneo di calcio con Villa Gordiani, Atletico Diritti, Camplus Pietralata e Atletico San Lorenzo. “La prima soddisfazione del nostro lavoro rimane quella più banale: riuscire ogni giorno a tenere aperto questo luogo per far allenare i ragazzi. Col tempo siamo diventati più attrattivi e ad oggi siamo un punto di riferimento per quanto riguarda l’inclusione attraverso lo sport. Un’altra grande soddisfazione” continua Urbinati  “è il progetto di inclusione per le donne, troviamo difficoltà a coinvolgerle stabilmente ma la nostra esperienza ci insegna che le cose crescono lentamente e noi abbiamo tutta la voglia e la determinazione di dedicargli tempo ed energie.” 

Rispetto a 10 anni fa, quando Liberi Nantes lo prese in gestione, il campo di Pietralata è cambiato tantissimo, racconta Urbinati “ora altre 5 associazioni si allenano qui, prima eravamo solo noi. Vogliamo continuare ad investire su questo spazio, che sta diventando sempre più ricco e ibrido.” A conferma di ciò la scalinata di entrata e gli interni del bar sono “affrescati” dal noto street artist Ivan Tresoldi che ha dipinto i muri, donando alla struttura nuovi colori ed una nuova atmosfera.  “Questo posto sarà sempre più oggetto di contaminazioni tra arte, sport e inclusione. E’ completamente aperto al quartiere e vogliamo che sia vissuto dai suoi abitanti, che ancora spesso non riusciamo a coinvolgere del tutto. Deve passare il messaggio che questo spazio esiste grazie alla partecipazione dei nostri ragazzi, senza il loro lavoro ed il loro impegno oggi sarebbe diverso.”

L'interno del bar dipinto da Ivan Tresoldi
L’interno del bar dipinto da Ivan Tresoldi

Ragazzi come Inouwa,  togolese della Lazio, che oggi è il responsabile del campo. Si occupa di organizzarlo, tenerlo pulito, in ordine ed accogliere le persone. Oppure come Faye “vengo dal Senegal, sono qui da 2 anni, faccio l’elettricista, l’idraulico, il manovale. Quella staccionata, la ringhiera, il tetto del bar: ho fatto tutto io con l’aiuto di altri compagni.”

Alcuni dei ragazzi volontari
Alcuni dei ragazzi volontari

Martina, la responsabile della scuola di italiano, insiste proprio su questo punto “l’integrazione si fa tramite il lavoro, questi sono ragazzi che hanno lavorato e continuano a lavorare. E’ stato il work team composto da loro a mettere a nuovo il campo, mentre qui tutto  stava cadendo a pezzi.” Martina racconta il corso di italiano appena concluso “di solito organizziamo corsi A0, A1 di prima alfabetizzazione, quest’anno invece di fare il corso classico, avendo ragazzi che già parlavano italiano, abbiamo provato ad introdurre una grande novità. Abbiamo strutturato le lezioni attraverso appuntamenti culturali che trattavano temi come il lavoro, la cucina e l’educazione civica.” Martina ricorda una lezione che le è rimasta particolarmente impressa “abbiamo parlato delle difficoltà e delle speranze che ognuno incontra nella vita attraverso la metafora dei muri e delle porte. Per alcuni di loro i muri sono state cose terrificanti come la prigionia in Libia. Dopo abbiamo discusso di come trovare un’uscita in mezzo ai muri facendo loro disegnare una porta e scrivere ciò che significava. Le risposte sono stato incredibili: c’è stato chi la identificavano con la speranza di rivedere la propria figlia, chi con il desiderio di smettere di preoccuparsi di pensare a come sopravvivere.”

Le magliette dell'iniziativa Sisal oltre il gioco io ci sono
Le magliette dell’iniziativa Sisal oltre il gioco io ci sono

Tra gli ultimi grandi sforzi di Liberi Nantes c’è un’importante iniziativa: il segretariato sociale. Angela Paladino e David D’Agnelli ogni martedì e venerdì pomeriggio, in concomitanza con gli allenamenti della squadra, offrono ai ragazzi la possibilità di un dialogo per aiutarli nelle criticità della vita al di fuori del campo:  trovare una casa, un lavoro, scrivere un CV, supportarli nella burocrazia dei documenti.

Nella conferenza delle 19:00 presenziano personalità importanti come Giovanni Floris, Pierluigi Pardo, Christian Raimo, Andrea Rivera, Mauro Valeri , Daniela Nardis Amenta e lo scrittore maliano Soumaïla Diawara. Tutto questo a conferma del buonissimo stato di salute dell’associazione che grazie ai sacrifici dei suoi volontari sta attirando sempre più figure professionali ed ha vinto il suo primo bando europeo con il progetto per le donne.

Damiano Zannetti
(23 maggio 2018)

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