Film sui migranti: 5 titoli per conoscere viaggi e permanenze

Cinque film sui migranti per raccontare le sfaccettature umane, senza giudizi e prese di posizioni, e disegnare la complessità di partenze, arrivi e permanenze.

 

Film sui migranti: Io sto con la sposa – Fonte: Google

Il viaggio dell’eroe è l’essenza di tutte le storie del grande schermo. Una situazione iniziale, un percorso e un nuovo scenario è lo schema che si ripete fotogramma dopo fotogramma. Un paradigma in cui si inseriscono perfettamente tutti quelli che si mettono in viaggio, i migranti, in uno scenario che cambia necessariamente dalla partenza all’arrivo.

Il cinema in tutte le narrazioni traduce l’eroismo, buono o cattivo, in umanità. Così cinque film sui migranti raccontano le sfaccettature umane, senza giudizi, prese di posizioni e disegnano la complessità di partenze, arrivi e percorsi, che nel dibattito pubblico si riducono spesso alla freddezza dei numeri.

Cinque film sui migranti per scoprire, riflettere, ridere.

5 Film sui migranti: Io sto con la sposa – Il viaggio via terra

2014, di Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande, Khaled Soliman Al Nassiry, 89 minuti

“È una storia vera. Ed è un documentario in presa diretta che la riprende. Certo è una storia folle agli occhi di molti. Ma è la nostra storia. Quella di un gruppo di amici di Milano che ha deciso di stare dalla parte della sposa. Di disobbedire alle leggi e di ascoltare, per una volta la coscienza”, così Gabriele Del Grande descriveva Io sto con la sposa mentre dava vita al film, prodotto grazie a una campagna di crowdfunding e arrivato alla 71esiame edizione del Festival del Cinema di Venezia. Un corteo nuziale da Milano a Stoccolma che oltrepassa le frontiere dal sud al Nord dell’Europa.

Fuocoammare – L’arrivo via mare

2016, di Gianfranco Rosi, 107 minuti

Gli arrivi, continui e numerosi, visti con gli occhi di chi vive a Lampedusa, a partire da quelli di un bambino. Un continuo contrasto tra la vita quotidiana dell’isola a stretto contatto con la natura e le procedure delle operazioni di salvataggio, dal mare alle prime ore sulla terra ferma. Una calma interrotta a intervalli regolari dalla disperazione di chi si avvicina all’Europa nel suo primo pezzo di terra.

Hotel Splendid – I centri di accoglienza

2016, di Marco Bucci, 90 minuti

“Quando si parla di profughi, si riduce una moltitudine eterogenea di persone a una sola categoria e in molti casi non è chiaro chi siano o cosa succeda dopo lo sbarco”, spiega il regista Marco Bucci, che ha vissuto all’interno dell’Hotel Splendid per un anno intero, un albergo di Cesenatico convertito in Centro di Accoglienza Straordinario.

Una lunga permanenza necessaria per “naturalizzare” la videocamera, che gli ha permesso di ascoltare nel dettaglio le loro storie. Hotel Splendid descrive le singole persone che, pur trovandosi nello stesso luogo, hanno storie, comportamenti ed esperienze molto diverse.

La mia classe – Il percorso di integrazione

2013, di Daniele Gaglianone, 95 minuti

Un film sui migranti e su un’attività che accomuna chiunque arrivi: imparare l’italiano. Un film sugli insegnanti di italiano che fanno i conti con tutte le lingue, tutti i mestieri e tutte le difficoltà possibili. Accenti al posto sbagliato, le frasi troppo brevi, gli errori strappano un sorriso, mentre gli imprevisti, che distraggono la classe dalle regole sintattiche, fanno riflettere.

5 film sui migranti: Almanya – A metà tra due culture

2011, di Yasemine Samdereli, 2011

“Ma allora cosa siamo turchi o tedeschi?”, chiede il piccolo Cenk. “Turchi! Tedeschi!”, rispondono in coro Gabi e David. Una scena che rappresenta la dicotomia su cui si articola tutta la commedia. Turchia e Germania, presente e passato, comico e tragico si alternano per tutta la durata del film. Impossibile per i protagonisti appartenere totalmente alla cultura d’origine o a quella di destinazione.

Rosy D’Elia
(13 febbraio 2019)

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