Young Together: giovani, immigrati e non, dividono la casa

Cir e Welcome Refugees offrono un contributo economico a chiunque aderisca

Da poche settimane è stato lanciato il progetto Young Together mirato all’accoglienza di immigrati con protezione umanitaria o sussidiaria under 36 in case condivise in cui vivono coetanei italiani ed europei. A chi aderisce sará offerto un contributo economico.

Il progetto Young Together

Il soggetto promotore é il Cir, Consiglio Italiano per i  rifugiati, con la collaborazione di Welcome Refugees Italia Onlus. Si tratta di un’attività che si colloca all’interno di un più generale piano che promuova l’accoglienza in famiglia, finanziato attraverso i fondi dell’ 8×1000 a diretta gestione Statale.”Il progetto è mirato alla promozione dell’accoglienza dei rifugiati non tanto da parte di persone adulte, ma da giovani, italiani o europei under 36 che facciano esperienze di cohousing. Studenti, giovani coppie, giovani professionisti, che abbiano una stanza libera nel loro appartamento e che la condividano” racconta Sara Consolato, uno dei fondatori del progetto e responsabile comunicazione Welcome Refugees Italia. La Onlus si occupa da anni di supportare l’integrazione dei rifugiati in Italia attraverso diverse attivitá di accoglienza in famiglia e non solo. 

Il contributo economico

“Come incentivo – prosegue Sara – offriamo a chi accoglie un contributo economico, perché ci siamo resi conto, nelle passate attivitá di accoglienza che abbiamo promosso, di quanto i giovani che vivono in appartamenti condivisi abbiano bisogno di questo tipo di supporto.  Mettere a disposizione una stanza libera senza affittarla graverebbe per loro in maniera insostenibile sulle spese di mantenimento dell’appartamento”.

Come partecipare

Tutti gli interessati possono registrare la propria abitazione attraverso l’apposito form. “Abbiamo iniziato ad incontrare le prime persone che hanno aderito tramite il form su internet e vogliamo allargare l’esperienza, appena partita, ad altre città italiane”. Consolato puntualizza che per adesso “il progetto Young Together è attivo a Roma, Lecce e Verona ma stiamo aspettando il lascia passare definitivo della Presidenza del Consiglio dei ministri, che stabilisce la la destinazione dei fondi a diretta gestione statale dell’ 8×1000. La convivenza dura da un minimo di 6 mesi ad un massimo di un anno. Gli operatori di Welcome Refugees si occuperanno di trovare le soluzioni migliori di coabitazione tra i giovani italiani, europei e i giovani rifugiati. Quando la convivenza partirà “ci sarà un facilitatore del Cir che aiuterá gli ospitanti  e gli ospitati, si occuperà di monitorare la coabitazione e sarà il punto di riferimento per ogni aderente al progetto”.  Il profilo dell’ospitante è variegato . Fino ad oggi hanno fatto richiesta di partecipare a Young Together “studenti universitari, giovani coppie di lavoratori, psicologi all’inizio della carriera, assistenti sociali trentenni.”

Veronica Di Norcia
(26 febbraio 2019)

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