Aumento degli sbarchi, cosa sta succedendo?

sbarchi
Foto di Ggia, Wikimedia Commons

Sono 43.354 i migranti sbarcati in Italia dal 1 gennaio al 20 settembre 2021. Comparando i dati riferiti allo stesso periodo negli anni precedenti i migranti sbarcati sulle nostre coste nel 2020 sono stati 22.659 e 6.720 nel 2019. È boom di sbarchi di migranti o il loro aumento, seppur in atto, è sotto controllo? Da dove arrivano i migranti e per quale motivo? Una volta giunti in Italia dove, ma soprattutto come sono ospitati?

Un aumento che non deve far paura

Fonte: Ministero dell’Interno, Cruscotto Statistico Giornaliero del 20/09/2021

Nei tre mesi estivi appena conclusi, tra giugno e agosto, con 24.718 persone sbarcate in Italia vi è stato un aumento del 73,8% superiore a quello registrato nello stesso periodo del 2020 (14.221 migranti) e del 591,6% rispetto al 2019 (quando sbarcarono 3574 migranti). Numeri che possono apparire impressionanti ma che, stando alle dichiarazioni del Premier Draghi, “non sono spaventosi”. Il Presidente del Consiglio in conferenza stampa ha infatti elogiato l’operato della Ministra dell’Interno Lamorgese definendo il problema dell’immigrazione molto difficile: “abbiamo avuto anni molto peggiori di questi”. Difatti nel periodo che va dal 2014, inizio della guerra civile in Libia, al 2017 si registrarono tra i 110.000 e i 180.000 sbarchi l’anno.

Fonte: Ministero dell’Interno, Cruscotto Statistico Giornaliero del 20/09/2021

Da dove arrivano i migranti?

Stando alle nazionalità dichiarate al momento dello sbarco, nel 2021 i Paesi di provenienza vedono il primato della Tunisia con 12.638 migranti, il 29% del totale, seguita dal Bangladesh (5.454 migranti, 13% del totale), dall’Egitto (4.058, 9%), dalla Costa d’Avorio (2.844, 7%) e dall’Iran (2.128, 5%).

La crisi economica e l’instabilità politica in Tunisia sono i fattori che hanno condizionato l’aumento delle partenze dal Paese. La situazione non sembra destinata a migliorare, considerando che il 25 luglio il presidente della Repubblica Kais Saied ha sospeso le attività del parlamento tunisino e licenziato il Consiglio dei ministri, compreso il primo ministro Hichem Mechichi. Said ha anche tolto l’immunità ai deputati per poi arrestarne alcuni fra i più noti. Kais Saied ha negato ogni accusa di colpo di stato e ha dichiarato di aver applicato l’articolo 80 della Costituzione, il quale permette di adottare misure drastiche in caso di minaccia alla nazione. Come riportato da AGI, secondo i dati Frontex vi è stata una crescita degli arrivi illegali alle frontiere esterne dell’Ue del 59% rispetto allo scorso anno, con in tutto oltre 61 mila ingressi. Nel solo mese di giugno gli arrivi sono stati 11.150, segnando un aumento del 69% rispetto a giugno 2020. Principale Paese di partenza continua a essere la Libia, a cui si aggiunge la ripresa delle attività dei trafficanti proprio in Tunisia.

Rimpatri forzati e navi quarantena

Anche la Ministra dell’Interno Lamorgese ha parlato di un autunno “caldo”, con sbarchi e virus da gestire. “Si sono moltiplicati gli arrivi da parte della Tunisia a causa di una grave crisi economica”, ha dichiarato. “Sono migranti economici, quindi non hanno titolo a rimanere in Italia. Già abbiamo preso accordi con il governo tunisino e con il premier incaricato di procedere quanto prima ai rimpatri”. La Ministra ha poi affermato: “Abbiamo trovato delle località dove poterli mettere in quarantena. Oggi si è conclusa una gara per avere una nave, un traghetto molto grande, dove poter collocare i migranti perché facciano il periodo di quarantena”.

Nel voler procedere ostinatamente con il sistema di confinamento su di una nave, eufemisticamente definita “traghetto molto grande”, la Ministra smentisce le sue stesse parole. Infatti nel corso del Tavolo Asilo tenutosi il 25 maggio aveva espresso la disponibilità del Viminale al superamento del modello navi quarantena in favore di soluzioni più umane e dignitose. Ricordiamo che nel 2020 Abdallah Said, somalo, muore a 17 anni il 15 settembre all’ospedale Cannizzaro di Catania dopo la reclusione sulla nave quarantena Azzurra e che Abou Diakite, della Costa D’avorio, muore a soli 15 anni un mese dopo, il 5 ottobre, in un ospedale di Palermo dopo essere sbarcato dalla nave quarantena Allegra. Il 20 maggio dello stesso anno la morte di Bilel Ben Masoud, 22 anni, annegato in mare dopo essersi buttato dalla nave quarantena Moby Zazà.

L’accoglienza in Italia e l’hotspot di Lampedusa

Fonte: Ministero dell’Interno, Cruscotto Statistico Giornaliero del 31/08/2021

Per quanto riguarda la presenza dei migranti in Italia, secondo gli ultimi dati del Ministero (aggiornati al 31 agosto) su un totale di 77.299 immigrati in accoglienza sul territorio italiano 25.213 sono presenti nei centri SAI (Sistema Accoglienza Integrazione), 51.398 ospitati nei centri di accoglienza e 688 si trovano nell’hotspot di Lampedusa. Come riportato da ISPI, la cifra complessiva di migranti accolti in Italia oggi è molto lontana da quella registrata in passato: nell’ottobre 2017 i migranti accolti furono ben 191.000.

Secondo una recente indagine condotta dal progetto INLIMINE di Asgi, le persone all’interno dell’hotspot di Lampedusa sono soggette a limitazioni delle libertà attraverso rigidi controlli e il confinamento fisico nella struttura. Le misure igienico sanitarie sarebbero insufficienti e le misure di prevenzione al contagio da Covid-19, come il distanziamento sociale, del tutto inapplicabili a causa delle condizioni di forte sovraffollamento, con picchi di 1000 persone (980 ospiti il 25 agosto) a fronte di una capienza odierna di soli 250 posti. L’hotspot di Lampedusa è stato inoltre, grazie a un esposto in procura di Legambiente, oggetto di un recente vertice fra il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio e i carabinieri per valutare la situazione igienica a rischio. Più che le condizioni dei migranti a preoccupare le autorità è la “fogna a cielo aperto” creatasi nelle vasche di laminazione nel vallone di contrada Imbriacola, dove sorge l’hotspot di Lampedusa.

I migranti sul territorio

Fonte: Ministero dell’Interno, Cruscotto Statistico Giornaliero del 31/08/2021

Interessante notare anche la distribuzione dei migranti sul territorio. Se la Sardegna, il Molise e il Trentino Alto-Adige hanno l’1% e la Valle d’Aosta lo 0,1% la maggior parte delle altre regioni italiane si attesta fra il 2 e il 9% con l’eccezione dell’Emilia Romagna (10%) e della Lombardia (12%). Dal 2014 a oggi il numero di stranieri presenti in Italia, compresi gli “irregolari”, è cresciuto solo del 6% (da 5,27 a 5,56 milioni di persone).

I Minori stranieri non accompagnati in Italia

Anche i minori stranieri non accompagnati sono in aumento: se nel 2019 erano stati 1.680, nel 2020 il loro numero è cresciuto a 4.687 e dal 1 gennaio al 20 settembre del 2021 è salito a 6.460. Recentemente Intersos ha denunciato in un comunicato stampa l’improvviso aumento di minori soli in transito nella Capitale nei pressi delle principali stazioni ferroviarie, esclusi dal sistema dell’accoglienza, privi di riparo notturno ed esposti a molteplici rischi di abuso e sfruttamento.

Fonte: Ministero dell’Interno, Cruscotto Statistico Giornaliero del 20/09/2021

Il cimitero del Mediterraneo

Purtroppo anche il numero di migranti morti in mare nel tentativo di raggiungere l’Europa è più che raddoppiato quest’anno. Lo ha reso noto l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), che fa notare come nei primi sei mesi del 2021 la maggior parte dei decessi sia stata registrata nel Mar Mediterraneo (896 morti), con un aumento del 130% rispetto allo stesso periodo del 2020 e che le cifre, in realtà, siano molto inferiori rispetto alla realtà a causa delle difficoltà nel reperire tutte le informazioni. Nonostante le varie campagne diffamatorie, il ruolo delle ONG impegnate a salvare vite in mare appare sempre più importante.

Vincenzo Lombardo
(22 settembre 2021)

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