DPCM protezione temporanea: l’accoglienza per gli ucraini in fuga

La protezione temporanea è una misura eccezionale messa in campo dai Paesi membri dell’Unione Europea per accogliere i cittadini ucraini in fuga dalla guerra. La misura, in realtà, esiste già da tempo – fin dal 2001, con la direttiva 2001/55/CE – ma è la prima volta che viene applicata. Il DPCM del 28 marzo 2022 stabilisce in dettaglio regole e benefici per chi vuole richiederla.

DPCM protezione temporanea
Secondo i dati UNHCR ad oggi sono 4 176 401 le persone in fuga dall’Ucraina. Dnipro, 28 febbraio 2022 (Depositphotos)

Chi può richiedere la protezione temporanea?

Possono richiedere la protezione temporanea tutti i cittadini fuggiti dall’Ucraina a partire dal 24 febbraio 2022, in seguito all’invasione russa e allo scoppio della guerra. In particolare hanno diritto alla protezione temporanea:

  • tutti i cittadini di nazionalità ucraina residenti nel territorio nazionale;
  • tutti i titolari di permesso di soggiorno – sia internazionale che nazionale di durata permanente – o apolidi regolarmente residenti in Ucraina prima del 24 febbraio;
  • i familiari stretti delle categorie precedenti, come figli minorenni, coniugi o partner stabili o persone appartenenti allo stesso nucleo familiare.

Ma attenzione: i ricongiungimenti familiari sono consentiti soltanto con figli, partner o parenti già residenti in un Paese extra-UE.

La protezione temporanea ha la durata di un anno a partire dal 4 marzo 2022, eventualmente prorogabile di un altro anno, salvo decisione del Consiglio dell’Unione Europea che pone fine allo stato di emergenza per la guerra in corso.

Dove e come si presenta la domanda?

La domanda di protezione temporanea:

  • va presentata nella Questura del luogo di domicilio in Italia;
  • se si è in possesso di tutti i requisiti, viene rilasciato un permesso di soggiorno elettronico a titolo gratuito.

Una volta ottenuto il permesso di soggiorno, i cittadini titolari di protezione temporanea possono fare domanda di protezione internazionale, per ottenere lo status di rifugiato o la protezione sussidiaria. Se viene accettata la domanda e riconosciuta la protezione internazionale, tuttavia, non si ha più diritto ai benefici della protezione temporanea.

Allo stesso modo, chi ha già fatto domanda di protezione internazionale può fare domanda di protezione temporanea. In questo caso, la domanda di protezione internazionale verrà analizzata dopo la scadenza della protezione temporanea.

protezione temporanea e protezione internazionale

Diritti e benefici per i cittadini Ucraini sfollati

La protezione temporanea dà diritto ad alcuni importanti benefici, precisati anche in diverse ordinanze della Protezione Civile pubblicate nel mese di marzo.
Oltre al diritto di esercitare un lavoro (dipendente o autonomo) e a partecipare alle attività di formazione professionali, al diritto allo studio per i figli minori, e all’accesso alle misure di assistenza sociale, ai cittadini ucraini con protezione temporanea spettano alcuni benefici specifici.

Salute

I cittadini ucraini con protezione temporanea hanno diritto all’assistenza sanitaria al pari dei cittadini italiani, cioè:

  • assistenza sanitaria su tutto il territorio nazionale;
  • assegnazione di un medico di medicina generale (MMG) o pediatra di libera scelta (PLS) dopo l’iscrizione alla ASL di domicilio.

Mentre la domanda di protezione temporanea è ancora in fase di analisi da parte della Questura, il cittadino richiedente ha comunque diritto all’assistenza sanitaria di base con l’assegnazione del codice Straniero Temporaneamente Presente (STP).

Accoglienza

La Protezione Civile, oltre all’inserimento nei percorsi di accoglienza già attivi, cioè CAS e rete SAI, ha previsto ulteriori posti in accoglienza diffusa, cioè fuori dai centri CAS o strutture SAI, grazie ad accordi con Comuni e realtà del terzo settore per ospitare altri 15.000 sfollati ucraini.

accoglienza ucraini

I cittadini ucraini con protezione temporanea che sono riusciti a trovare una sistemazione abitativa autonoma, invece, hanno diritto al “contributo di sostentamento”: si tratta di 300 euro mensili a persona per un massimo di tre mesi. In presenza di minori il contributo aumenta di 150 euro per ciascun figlio sotto i 18 anni.

Cittadini ucraini in Italia prima del 24 febbraio 2022

Lo stato di emergenza ha avuto importanti conseguenze anche per i cittadini ucraini già residenti in Italia. In particolare:

  • i cittadini ucraini che hanno presentato la domanda di cittadinanza italiana dopo il 24 febbraio 2022, possono non esibire documenti come l’atto di nascita o il certificato penale del proprio Paese fino al termine del conflitto e dello stato di emergenza;
  • i cittadini ucraini che avevano già presentato la domanda per la sanatoria (domanda di emersione ex D.l. n. 34/2020), ma che non è stata ancora analizzata, possono uscire e rientrare nel territorio nazionale, ma solo per prestare soccorso ai propri familiari rimasti fuori dall’Italia.

Documenti e leggi sull’accoglienza dei cittadini ucraini

Silvia Proietti
(06 aprile 2022)

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